PUCCINI E LE DONNE

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In occasione del Centosessantesimo anniversario dalla nascita, il Centro culturale V.Paternò-Tedeschi ha reso omaggio con una conferenza curata dal collezionista e melomane Nunzio Barbagallo, al grande musicista e compositore Giacomo Puccini(Lucca 1858-Bruxelles 1924). “Puccini e le donne”, questo è il titolo emblematico scelto dall’oratore in prossimità della “festa della donna” per sottolineare la particolare sensibilità che il musicista lucchese nel corso della sua avventurosa vita mostrò verso il gentil sesso. Puccini fu tra i più grandi operisti che la storia mondiale ricordi. Vissuto a cavallo tra l’800 e il ‘900, si estinse con la sua morte il melodramma Italiano che con le opere di Bellini e Verdi aveva raggiunto le sue più altre vette. Barbagallo nel corso dell’incontro ha fatto ascoltare e commentato alcune arie tratte da celebri opere del repertorio pucciniano: “ Vissi d’Arte”( da Tosca); “Si mi chiamano Mimì”(da Boheme); “Un bel dì vedremo( da Madama Butterfly); “Tu che di gel sei cinta”(da Turandot); “O Mio Babbino caro”(da Gianni Schicchi), quest’ultima eseguita dalla celebre Maria Callas. L’oratore, attraverso le opere più importanti: da Boheme a Tosca; dalla Manon Lescaut alla Madama Butterfly a Turandot, ha scandito a tappe la vita del musicista Lucchese, sottolineando stile orchestrale, ambientazioni e drammaticità dei suoi personaggi declinati quasi tutti al femminile. E su questo punto si è soffermato  parecchio anche facendo ricorso alla citazione di aneddoti poco conosciuti. “Analizzando la vita privata del musicista, costellata di amori, tradimenti e continui colpi di scena, si direbbe quasi-ha ipotizzato Barbagallo con sottile acume psicologico-che il musicista abbia trasferito i propri sensi di colpa alle sue creature femminili”. Dietro l’apparenza scanzonata, capricciosa, dissoluta, si celava un animo sensibile ma vulcanico, supportato da notevole cultura; quella cultura costruita, da grande viaggiatore quale egli fu, in giro per il mondo. Puccini compose musica sempre con l’intento di interpretare e soddisfare i gusti del pubblico, e fu questa, forse, la base  principale su cui edificò i suoi più grandi successi artistici. Al termine dell’incontro è stato proiettato un inedito filmato: “Il Valzer di Musetta”(da Boheme) eseguito nel 1966 dal Soprano Giovanna Santelli al teatro Massimo Bellini di Catania.

 

Nella foto, il relatore Nunzio Barbagallo.

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