"PILLOLE DI STORIA CATANESE : Il Teatro Massimo Bellini di Catania

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Il Teatro Massimo “Vincenzo Bellini” (nella foto), costruito su progetto del grande Andrea Scala e successivamente dell’architetto milanese Carlo Sada, rappresenta per la città di Catania un gioiello raro e dal valore inestimabile, un diamante luminoso e altamente pregiato. L'inaugurazione, celebrata con la rappresentazione della Norma, uno tra i maggiori capolavori del celebre compositore catanese Vincenzo Bellini, al quale in suo onore è intitolato il Teatro,risale al 31 maggio 1890.

Serata memorabile e davvero emozionante per i catanesi del tempo. Innumerevoli gli artisti e gli interpreti, che negli oltre cento anni della sua esistenza, hanno calcato e impreziosito il palcoscenico. Per citarne alcuni: Riccardo Muti, Toti Dal Monte, Maria Callas, Monserrat Caballè, Renata Scotto, Mirella Freni, Franco Corelli, Giuseppe Di Stefano, Luciano Pavarotti, Mario Del Monaco, Beniamino Gigli, Magda Oliviero, Ferruccio Tagliavini. Una lista davvero nutrita di grandi nomi, di artisti prestigiosi e davvero insostituibili. Le loro memorabili e inconfondibili voci risuonavano garbatamente e si arricchivano di bellezza e di armonici, nella raffinatissima sala di grande ricchezza decorativa e di notevole gusto aristocratico. Per l’illustre tenore Beniamino Gigli “la migliore sala di teatro al mondo per l’acustica”. Tra i registi delle opere più noti e altisonanti ricordiamo: Luchino Visconti, Franco Zeffirelli, Giorgio Strehler, Mauro Bolognini, Pierre Ponnelle, Claude D’Anna, Giorgio Strehler. Il Massimo dispone di una ricca e prestigiosa orchestra, circa 105 elementi e di un coro lirico di 84 elementi, tutti musicisti professionisti altamente qualificati e di chiara fama. Il teatro, chiaro esempio di arte barocca tra platea, loggione e i quattro ordini di palchi, arriva ad ospitare fino a milleduecento posti. Per emozionarsi e toccare l’infinito basta alzare lo sguardo verso l’alto. Lo straordinario soffitto, dipinto dal pittore Ernesto Bellandi, attira subito la nostra attenzione. Quest’ultima viene catturata e rapita dai meravigliosi affreschi, dalle tinte chiare e dai colori pastello, raffiguranti Bellini e le sue maggiori opere liriche: la “Norma”, la “Sonnanbula”, il “Pirata” e i “Puritani. Circondati da tale superba bellezza è bello chiudere gli occhi, abbandonarsi, assaporare il gusto dell’arte, l’odore del palcoscenico e dei sedili di velluto. Come è emozionante lasciarsi andare e farsi condurre dalla forza e dal linguaggio della musica. Come è intenso assorbire il canto e lasciarsi attraversare l’anima dal flusso incessante della melodia. Solo la musica e il teatro riescono al giorno d’oggi, a provocare queste profonde e viscerali emozioni!

 

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