GLORIE DEL PASSATO AL TEATRO MASSIMO BELLINI DI CATANIA: BENIAMINO GIGLI"

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A sessant’anni dalla sua scomparsa, il tenore Beniamino Gigli(Recanati 1890-Roma 1957)è stato ricordato al Centro culturale “V.Paternò-Tedeschi”. “Glorie del passato al Teatro Massimo Bellini di Catania: Beniamino Gigli”, questo il titolo della conferenza che ha avuto come relatore Nunzio Barbagallo, esperto cultore delle tradizioni canore italiane. Una voce leggendaria quella di Beniamino Gigli, inconfondibile, apprezzata anche oltre oceano; non amplissima ma eccezionalmente dotata di armonici naturali. Onorando i grandi compositori Verdi, Puccini, Bellini, Donizetti, tanto per citare i più importanti, interpretò quasi tutto il repertorio del Melodramma italiano:  dalla Boheme a Tosca; dalla Traviata al Rigoletto; dalla Norma alla Manon Lescaut. Fu eccellente interprete del verismo in gran voga all’epoca, distinguendosi in particolare nelle opere che lo resero celebre: “Andrea Chenier”, “Pagliacci” e “Cavalleria rusticana”. Intenso fu il suo rapporto con Catania. Qui l’oratore, entrando nel merito del suo intervento, riporta con dovizia di particolari alcune pagine de “Le mie memorie” libro nel quale il grande Tenore recanatese giunse a paragonare il Teatro Bellini di Catania, per eleganza e perfezione acustica, al San Carlo di Napoli e persino alla Fenice” di Venezia. “La prima interpretazione al teatro Bellini”- ricorda tra l’altro Barbagallo, “risale Al 28 marzo del 1945. Vi ritornò successivamente con “La Traviata”, “Andrea Chenier” e “Norma”. In quest’ultima opera, però, la sua interpretazione”-afferma- “non fu tra le migliori”. La fama di Beniamino Gigli è anche legata alle innumerevoli canzoni classiche napoletane e romanze da salotto. Fu straordinario attore cinematografico, interpretò più’ di 20 films. Indimenticabile protagonista di una stagione romantica che produsse innumerevoli pellicole strappalacrime come “Non ti scordar di me”(1935) e soprattutto “Mamma”(1940), Gigli resta l’icona perfetta del buon padre di famiglia dedito  all’arte, lavoro e casa. Alla fine della manifestazione, Barbagallo ha voluto omaggiare la platea con la proiezione di un raro filmato tratto da “Almanacco ‘65”(voce di Alberto Lupo) che documenta in sintesi la figura umana e artistica del grande tenore recanatese. 

 

Nella foto, il relatore Nunzio Barbagallo

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