I MITI GRECI E LE CHIAVI DELL'INCONSCIO

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Può sembrare assurdo ma la scienza della psiche è costruita sulle favole e sulle figure mitologiche antiche usate come specchi dell'anima. Nel 1900 S. Freud, nel suo saggio "L'interpretazione dei sogni" edifica la psicanalisi proprio sulle leggende di Edipo. Da allora, i più celebri psicanalisti (Jung, Lacan, Hillman) si sono ispirati nello stesso modo.

Approfondiamo una galleria di figure mitologiche, perfettamente attuali:

EDIPO (Rovescio oscuro del figlio) - è il fondamento della psicanalisi. Nella tragedia di Sofocle è evidente che il protagonista non desidera mai, neppure inconsciamente, uccidere il padre per unirsi alla madre. Anzi egli fugge lontano da quelli che  crede essere i suoi genitori. Solo la crudeltà degli dei e un bizzarro gioco del destino, gli faranno incontrare il vero padre e la vera madre, che egli non riconoscerà. La madre biologica (Giocasta) non rappresenta per lui nulla di materno. Egli dunque la sposa non tanto perchè la desidera sessualmente ma perchè è una ricca regina che incarna il potere. La leggenda mostra come azioni e pensieri degli uomini, anche i più retti, nascondono un rovescio oscuro e segreto.

MEDEA (madre assassina) - Quante volte, scorrendo le notizie di cronaca, è sembrato che Medea fosse tra noi. L'eroina aveva ucciso i suoi figli, che pure amava, a causa dell'odio verso il marito Giasone, dal quale era stata abbandonata. In questi casi nessuno può comprendere i tortuosi percorsi della psiche umana.

DIONISIO (Il signore dello sballo) - A. Hoffmann, il chimico che sintetizzò l'LSD, sosteneva addirittura che la sua droga serviva ad allungare gli orizzonti della mente. Dioniso era un dio psichedelico, il demone dell'estasi. Dionisiaca è la potenza divina che cancella l'identità individuale e integra il singolo al gruppo liberandolo da ogni bizzarria. Dionisio presidiava una zona oscura dell'animo umano anche nella confusione dei ruoli sessuali. Egli veniva rappresentato effeminato e travestito. Forse i greci, che conoscevano questo dio ermafrodito, saprebbero spiegare l'attuale fascinazione per i transessuali.

ERMES (dio dei Cibernauti) - Anche Ermes è un dio ambiguo, è il messaggero dell'Olimpo che tiene aperta la comunicazione tra mondi diversi (uomini e dei, vivi e morti). Egli connette il sogno con la vita, il visibile con l'invisibile, il reale con il virtuale. Insomma è perfetto per l'uomo dell'era tecnologica, della comunicazione, dell'intercomunicazione a distanza.

EROS (inconvenienti dell'amore) - I greci solevano dire "ti amo" ma Eros mi possiede. Eros infatti era un dio tirannico a cui nessuno poteva sottrarsi. Questo sottende un modello psicologico radicalmente diverso dal nostro che è fondato sull'idea dell'amore quale sentimento a libera inclinazione soggettiva. Quindi, in questo caso, c'è stata un'evoluzione.

NARCISO (il culto di sé) - Narciso era un dio giovane e bellissimo, innamorato della sua stessa immagine riflessa nell'acqua. Il tratto prepotente è un senso grandioso della propria importanza, l'abitudine a esagerare i propri talenti, l'irragionevole aspettativa di essere favorito a possedere fascino e potere illimitati. Quanti Narciso ci sono oggigiorno tra noi!

 

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