CURIOSITA'

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Lo sapevate che sulla fine di Re Artù, mitico sovrano britannico, sono fiorite diverse leggende? La tradizione sosteneva che egli, ferito in battaglia, non fosse morto, ma fosse stato portato in salvo dalla sorella Morgana in un luogo fantastico chiamato Avalon, in attesa di guarire e tornare in patria per vendicarsi dei suoi nemici. Una delle leggende sosteneva che la misteriosa Avalon si trovasse in Sicilia, esattamente nel cuore dell'Etna, dove Re Artù sarebbe vissuto talmente bene in un favoloso palazzo, da dimenticare la vendetta.

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Nel XVIII secolo, in Amazzonia, alcune etnie indios esercitavano abitualmente la pratica dell'infanticidio, come strategia di sopravvivenza del gruppo. Per non dover sfamare troppe bocche infatti, si prediligevano i maschi alle femmine e i bambini sani a quelli malati. Chi nasceva deforme e non perfettamente a posto, o addirittura orfano di madre, aveva la sorte segnata, a meno che un parente generoso non si offrisse di prendersene cura a vita.

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Nell'antica repubblica di Genova, una legge vietava espressamente ai medici di corteggiare le loro pazienti, cosa che capitava di frequente. Era vietato persino fermarsi a chiacchierare con una donna all'interno di una chiesa. L'ammenda era di 5 scudi e venne fatta pagare anche a un Doge, Leonardo Cattaneo, sorpreso a interloquire con una mendicante nella chiesa di San Siro.

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Durante l'Alto Medioevo, soprattutto tra le popolazioni di origine germanica, virilità e carisma erano associati anche all'appetito. Le cronache raccontano che nell'888, i franchi non vollero che il Duca Guido di Spoleto diventasse loro re perché mangiava troppo poco. Dunque divorare cibo, per i personaggi di rango, non era solo un diritto e un privilegio, ma anche un preciso dovere. Non dobbiamo dunque meravigliarci se oggigiorno, anche in Italia, si è perpetuata tale tradizione, siamo un popolo rispettoso dei doveri!

  

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