Biografie

UN GIOVANE ARTISTA DEL PENNELLO: DAVIDE PAPPALARDO

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Si dice che l’Italia sia una nazione popolata da artisti e navigatori, forse troppi per certi versi. Comunque sia c’è chi, nonostante la giovane età, dimostra di avere una stoffa creativa non comune. Tra questi giovani artisti sicuramente possiamo annoverare Davide Pappalardo. Nato nel 1992 Davide sin dalla tenera età matura l’interesse verso la pittura, un cammino progressivo che lo porta a privilegiare l’arte figurativa e paesaggistica ricercando, nei ritratti in particolar modo, ogni elemento che possa ricondurre al più alto concetto di bellezza fisica e spirituale. Crescendo, nel corso degli anni, segue la sua passione per la pittura conseguendo nel 2015 il diploma accademico di primo livello al corso di Comunicazione e Valorizzazione del Patrimonio Artistico Contemporaneo, presente all'Accademia di Belle Arti di Catania con la tesi dal titolo: San Sebastiano, iconografia e culto nella Sicilia orientale. Si dedica con passione ed entusiasmo all’approfondimento di ogni forma di disciplina inerente l’arte, come l’anatomia, il disegno dal vero e la storia dell’arte. Davide confida di essere influenzato dai grandi maestri impressionisti e post impressionisti nei dipinti dal vero, dove cerca di imprimere, con bravura non comune, il fascino che la natura offre alla prima impressione. Nel corso degli anni realizza lavori ad olio su tela, pastello, matite, acquerello e china su carta cimentandosi anche nel ritratto e nella caricatura satirico-umoristica. Da ciò nasce la realizzazione di caricature utilizzando matite colorate ed inchiostro di china. Alcuni dei quadri realizzati da Davide e allegati al presente articolo, mostrano un livello di bravura raggiunto dall’artista, nonostante alcune siano delle “copie”, sia nell’uso sapiente dei colori che nell’espressione dei volti. Ad esempio il quadro che ritrae un vecchio con il tamburello, affascina per il colore intenso degli occhi e per la barba, bianca ed incolta,

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COMMEMORATO ALFREDO DANESE A 100 ANNI DALLA NASCITA

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Cento anni fa nasceva Alfredo Danese, scomparso nel luglio del 2009 all’età di novantatre anni. Una vita spesa per la cultura siciliana quella di Danese,  autentico mecenate prima che  attore, regista, poeta,pittore  e commediografo. L’evento non poteva passare inosservato, tanto che il Circolo culturale Vincenzo Paternò-Tedeschi, attraverso il suo presidente dott. Santo Privitera ed i poeti Alfio Patti e Carmelo Furnari, ha voluto dedicargli una mattinata alla memoria. Non sono mancate  le commosse testimonianze di amici, familiari ed estimatori che fino all’ultimo gli furono vicini. Danese fu un artista poliedrico, un caratterista verace; fu apprezzato per il suo sottile umorismo che traspare in tutte le sue opere infarcite di detti popolari, proverbi, motti e soprannomi. Danese-osserva Furnari-nasce poeta tradizionale per adeguarsi solo  successivamente allo sviluppo della nuova poesia”. Calcò le scene fin da bambino. Ancora in fasce, nel corso di una rappresentazione presepiale ricoprì il ruolo del Bambinello. Fu il suo esordio che ne tracciò come per destino il cammino artistico. Imparentato con la nota famiglia dei pupari Crimi, proseguì l’attività come giovane maniante; un’attività comune a

 

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GEZA KERTESZ L'EROE UNGHERESE

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Organizzata dal Centro culturale “V.Paterno’-Tedeschi” in collaborazione con l’Associazione “Akkuaria”, si è svolta in sede una conferenza commemorativa dedicata all’eroe Ungherese Geza Kertesz( Budapest 1894-1945). In rappresentanza del comitato che nel 2011 attraverso una serie di manifestazioni pubbliche esaltò la figura di Kertesz facendola conoscere alla città, ne hanno discusso Salvo Giglio, Santo Privitera e Alessandro Russo. Geza Kertesz, calciatore ungherese  ( militò anche nella nazionale del suo Paese), dopo l’attività agonistica intraprese quella di allenatore. Approdato in Italia, si trasferì quasi subito a Catania. Fu l’allora presidente Vespasiano Trigona Duca di Misterbianco a ingaggiarlo perché allenasse la squadra etnea. Geza si distinse per la compostezza della sua condotta e per le idee calcistiche alquanto rivoluzionarie che introdusse.

 

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