IL CASTELLO DI LEUCATIA E LA SUA STORIA

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Fantasmi o non fantasmi, questo annoso dilemma è dibattuto grazie alla
conferenza denominata “Il Castello Leucatia tra storia e leggenda” organizzata
dalla Biblioteca R.Livatino nell’auditorium dello stesso maniero. Illustre
relatore, esperto di storia patria, storico delle tradizioni popolari, il dott.
Santo Privitera che nel 2001 all’antico edificio in stile Neogotico dedicò un
capitolo del Libro “Barriera-Canalicchio: Storia evoluzione e immagini di un
quartiere”. Prima di entrare nello specifico tema della relazione, il dott.
Privitera ha evidenziato gli aspetti paleo ambientali del luogo dove sorge il
Castello. “A testimoniare la presenza dell’uomo sin dall’Età del bronzo (oltre
quattromila anni fa) tra Barriera e Canalicchio- afferma- bastano le numerose
grotte di scorrimento lavico già oggetto di studio, sul finire dell’800, di
archeologi del calibro di Adolf Holm e Paolo Orsi. Secondo i pochi frammenti
storici esaminati-prosegue Privitera-la costruzione del Castello Leucatia
risalirebbe al 1911. Sarebbe sorto sui ruderi di un grande Tempio pagano di
colore bianco da cui proverrebbe il toponimo Leucatia (Dal greco
Leucos=bianco+catria=divinità). Luogo, dunque, di riti e sacrifici strettamente
legati a culti esoterici. Da qui le strane credenze circa la presenza in zona
di misteriose apparizioni e presunti incantesimi”. Dopo aver illustrato al
pubblico intervenuto all'incontro, moderato dal dott. Alfio Giovanni Russo, le
origini paleo ambientali del luogo dove sorge il Castello Leucatia, il dott.
Privitera catalizza l'attenzione del pubblico fornendo particolari
raccapriccianti riguardo le vicende umane che hanno dato origine alla
costruzone del Castello. Sembra che un ricco Ebreo lo avrebbe fatto costruire
per offrirlo in dono alla figlia primogenita in procinto di sposarsi con un
noto professionista catanese, ma fu costretto a sospendere i lavori a seguito
della morte della ragazza a quell’epoca appena diciannovenne. Fu allora che,
venduto in fretta e furia l’edificio non ancora ultimato, avrebbe fatto
edificare nel cimitero di Catania una lussuosa cappella nella quale tumulare,
chiuso una elegante teca di cristallo, il corpo imbalsamato della figlia. Fin
qui la storia ma un mistero irrisolto avvolge la morte della giovane. Infatti
si vocifera che non sia morta naturalmente ma in seguito al suicidio. Ma questa
è una diceria che non risulta confermata dai fatti. Un fantasma che secondo
alcuni, sarebbe stato avvistato in varie occasioni nel torrione centrale.
Comunque sia, in occasione della conferenza, questa volta il "fantasma" si è
presentato sotto le spoglie della ballerina in erba Gloria Danese che, dietro l’
attenta regia di Gianni Sineri e Lina Trincale, ha chiuso la serata offrendo un
magico saggio di danza. Degna conclusione di un incontro alla "ricerca" di un
ectoplasma forse esistente solo nella superstizione popolare. 
(Nella foto di G.De Gregorio, organzzatori e animatori della serata.). 

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