UN GRANDE ATTORE SICILIANO: TOMMASO MARCELLINI

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Oltre Settant’anni fa moriva ad Agrigento l’attore e regista Tommaso Marcellini. Aveva da poco finito la recita della commedia di Santi Savarino “Don Gesualdo e la ballerina”. Questo lavoro ebbe grande successo proprio grazie alla sua strepitosa interpretazione. Marcellini, fu un grande attore del teatro siciliano ma ebbe scarsa fortuna. Giovanni Grasso e Angelo Musco gli oscurarono in parte quella popolarità che avrebbe indubbiamente meritato. Gli autori scrivevano principalmente per loro; spesso i copioni che meglio si adattavano al suo talento gli vennero soffiati sotto il naso. A poco servirono i lusinghieri giudizi che la critica ebbe a tributargli durante la sua intensa carriera artistica. Era nato a Catania il 28 febbraio del 1888. Il padre lo avrebbe voluto avviare alla carriera forense, ma lui ai libri preferì i canovacci e i copioni teatrali di questo e di quell’altro autore. Conseguì stentatamente il diploma di Ragioniere all’Istituto Gemmellaro di Catania. In compenso, cominciò a frequentare il “Teatro Sicilia” di Don Crivoli ubicato al n.30 di V.Leonardi, lo stesso appartenuto alla mitica famiglia dei “Crimi” sotto la denominazione di “Parnaso”. Fu lo zio materno Don Ciccio Rasura, abile “Mananiante” (animatore di pupi) ad avviarlo all’arte della recitazione. Quando ai “pupi” si sostituivano i personaggi veri, Tommasino (Masi per gli amici) veniva impiegato nei ruoli adatti all’età. A 14 anni forma una sua prima compagnia di filodrammatica, a 17 mette insieme un complesso di ottimi elementi tra i quali spicca come prim’attrice Carmelina Tria giovane promessa del teatro siciliano. Inizia la scalata al successo. Infaticabile organizzatore, formò diverse compagnie insieme alle quali calcò i migliori teatri italiani, dell’africa e dell’Europa. Interpretando le opere

dei migliori autori dell’epoca, da Martoglio a Capuana, dal Verga a Sinopoli e Russo Giusti, lavorò a fianco di Musco, Anselmi, Spadaro e Jole Campagna, attrice che sposò nel 1921. La recitazione di Tommaso Marcellini, in Lingua come in Vernacolo, era sobria, misurata, mai lasciata all’improvvisazione; si adattava bene sia nei ruoli drammatici che in quelli brillanti. La critica ufficiale lo definì “attore di eccezionale talento”. La sua prematura morte sopraggiunta all’età di 56 anni, destò molta commozione; il Comune di Catania gli riservò un posto nel viale degli uomini illustri dirimpetto al Monumento funerario di Musco.

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