"DAVANZALE DEI GIORNI" SILLOGE POSTUMA DI NINO GRINGERI

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E’ stata presentata al Castello Leucatia “Davanzale dei giorni” silloge postuma del compianto poeta, critico letterario e giornalista Nino Gringeri scomparso nel marzo del 2003 all’età di 76 anni. Alla conferenza organizzata dal Centro culturale “V.Paternò-Tedeschi” in collaborazione con la biblioteca “R.Livatino” e la casa editrice “Radiusu”, vi hanno preso parte i giornalisti Paolo Licciardello(Consigliere FNSI), Santo Privitera (Presidente del C.Culturale “V.Paternò-Tedeschi) e Alfio Patti(Direttore editoriale di Radiusu). Nino Gringeri originario di Pellegrino di Monforte San Giorgio(ME),giovanissimo si trasferì a Catania. Impiegato della Pirelli, coltivò con uguale impegno le due grandi passioni della sua vita: Il giornalismo sportivo e la poesia. Scrisse su “Stadio” e il “Resto del Carlino”; giornale, quest’ultimo, con cui mantenne un assiduo rapporto di collaborazione.“Per diversi anni-ricorda fra un aneddoto e l’altro il collega e amico Paolo Licciardello-come giornalista sportivo pubblicista iscritto nel 1956 quando ancora non esisteva l’Albo regionale,ricoprì l’incarico di consigliere nazionale dell’USSI(Unione Stampa Sportiva Italiana”. Per la quarantennale attività di giornalista, scrittore e poeta,

attività coronate da prestigiosi premi nazionali ed internazionali,nel 1985 ottenne dalla N.W.London University in Inghilterra la laurea “Honoris causa” di Dottore di studi umanistici. “Nell’ambito della poesia-puntualizza Alfio Patti che nelle vesti di editore ha curato la silloge -Gringeri, oltre a frequentare i Cenacoli poetici attivi a Catania nel decennio ’70-’80 dello scorso secolo, pubblicò tre raccolte in Lingua italiana: “Per diletto”, “Filo d’erba”,“Fratello” e una sola in dialetto siciliano: “Lacrimi””. L’eleganza, la saggezza, il linguaggio discorsivo quasi prosastico, furono manifestazioni eloquenti del suo carattere.“Davanzale dei Giorni” è il primo dei due volumi postumi che la famiglia,in particolare la moglie Maria Santa Sauro, onorando fino in fondo la memoria del congiunto, ha voluto dare alle stampe”-lo ha precisato Santo Privitera autore della prefazione. “Pur risentendo di una certa melanconìa di fondo scaturita dalla forte ansia per il futuro della civiltà-ha concluso lo studioso catanese- quasi tutte le liriche della raccolta affidano alla potenza salvifica della preghiera una tenue speranza”. Alla lettura dei versi affidata all’esperto dicitore Orazio Costorella, hanno fatto seguito numerose testimonianze da parte di colleghi e conoscenti dell’autore, presenti in sala.

Nella foto, i relatori e la fam.Gringeri.

Pubblicato su "La Sicilia" dell'8 Aprile 2015

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