UNA GIOVANE PROMESSA DEL TEATRO: SONIA GRASSO.

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Sonia Grasso è una brillante e gradevole ragazza, poco più che 19enne, diplomata con il massimo dei voti in Ragioneria, che aspira da “grande” a diventare un'attrice teatrale. L’amore per il teatro e per il mondo che ne ruota dietro nasce in Sonia in tenera età quando ha la fortuna di avere come maestro alle scuole elementari, il nipote del famoso attore teatrale catanese Tuccio Musumeci. Un incontro fortuito che non solo le insegna i primi passi della recitazione, ma le trasmette un amore infinito verso il teatro che con gli anni aumenta progressivamente. Dopo questo inizio breve ma intenso, Sonia si avvicina sempre più al teatro arricchendo, fin dalle scuole elementari, il suo curriculum artistico.

 

Diventata adulta Sonia si avvicina alla compagnia teatrale “Nuova Frontiera” ed insieme a loro, calca diverse volte il palcoscenico inebriandosi nel respirare “la polvere della celebrità”. Al riguardo ricordiamo la sua partecipazione a Vergheide (tre novelle di Verga: Jeli il pastore, Nedda e L'amante di Gramigna) monologo di Giulietta, nel teatro dell'assurdo di Bassetti ed I civitoti in pretura e ,infine, in Sei personaggi in cerca d'autore di Pirandello. Sonia. Con chiarezza e senza falsi fronzoli, afferma che i suoi coetanei d’età non hanno un buon rapporto con il teatro, sia come spettatori che come attori, perché lo considerano una “perdita di tempo” presi come sono da altri interessi che loro considerano di primaria importanza. Interessi che poi, in fin dei conti e senza nulla togliere alla libertà che ognuno ha di scegliere quello che vuole, si dimostrano scatole vuote per nulla educative. Passatempi tanto per far scorrere il tempo che troppo spesso, per una gran parte di giovani, si traduce in una noia mortale.
In fin dei conti, sottolinea Sonia, a parte le scelte di vita che ognuno fa, per capire in fondo il teatro e amarlo bisogna nascere con questa passione. Quello che per te è bello lo devi seriamente apprezzare altrimenti è perfettamente inutile. Purtroppo, sottolinea con un pizzico di amarezza, oggi ciò che viene apprezzato dalla maggiore parte dei giovani sono le cose effimere che danno maggior soddisfazione. Quale, a esempio, la possibilità di vivere il “carpe diem” in maniera intensa magari come "protagonisti" del mondo della televisione, del cinema, dello spettacolo insomma dove si può, una volta entrati nel meccanismo "diabolico", vivere in un modo dorato fatto di popolarità, successo e soldi. Peccato che solo “uno su mille ce la fa”. Fortunatamente ognuno segue la propria strada e quella scelta da Sonia è il teatro perché "non c’è niente di meglio del palcoscenico" perché, grazie al palcoscenico, senti il polso del pubblico dal vivo assaporando le emozioni che solo “la diretta” può dare. Solo l’approvazione del pubblico, ricorda Sonia, ti fa capire se sei un bravo attore, se ti devi migliorare o se è meglio cambiare rotta senza indugi. In fin dei conti per Sonia sono il teatro e il palcoscenico la vera espressione della recitazione. Il teatro vero è rappresentare un’opera, un personaggio, uscire da te stesso per incarnare senza tentennamenti un ruolo, una maschera che si uniformi perfettamente alla tua personalità. Essere il personaggio in quel momento. Sonia non sa se questo grande amore per il teatro si trasformerà in futuro in una vera e propria professione in grado di assicurarle una certa indipendenza economica o rimarrà solo una passione da nutrire, da amare, comunque sia, il cammino è ancora lungo e irto di ostacoli e sognare, in fin dei conti, non costa nulla. Una cosa è certa, Sonia ha carattere e una spiccata personalità, è brava nel recitare, ha una ottima tonalità di voce ed è culturalmente preparata. Tutti elementi che lasciano ben sperare per il suo futuro. Ne sentiremo parlare?……Ai posteri l’ardua sentenza. 
 
 

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