Letteratura

I POETI POPOLARI CATANESI DIMENTICATI ( II PARTE)

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Organizzata dal Centro culturale “V.Paternò-Tedeschi” si è svolta in sede, a cura del poeta Carmelo Furnari, la seconda parte della conferenza: “I poeti popolari catanesi dimenticati”. Relatore il critico letterario e poeta Renato Pennisi. Già nel dicembre dello scorso anno erano stati scelti per la trattazione 10 poeti popolari tra i più conosciuti. Oltre alle brevi note critiche, agli aneddoti e alla recita di alcune liriche selezionate per ognuno, di loro furono aggiunti particolari biografici per lo più sconosciuti. Questa seconda parte ha ricalcato lo schema della prima. Renato Pennisi ha evidenziato il contesto socio-culturale in cui questi autori dialettali vissero. Spesso erano dediti a umili lavori: semplici operai, panettieri, ambulanti, artigiani. Per assecondare la propria passione, erano disposti ad affrontare qualsiasi fatica. Molti di loro, dopo una giornata di duro lavoro, non esitavano a frequentare le biblioteche cittadine quando queste chiudevano i battenti a tarda ora. In un arco di tempo che attraversa un secolo e mezzo, i poeti presi in esame stavolta sono stati: Santo Battiato(Catania 1879-1951); Turiddu Bella(Mascali 1911-1989); Giuseppe Borrello (Catania 1820-1894);Vincenzo Esposito (Catania 1902-1955); Pippo Forenze(Catania 1911-1991); Ciccio Manna(Catania 1894-1967); Ciccio Meli(Catania 1852-1932); Carmelo Messina (Catania 1852-1931); Carmelo Molino(Catania 1908-1984); Giuseppe Pisano( Catania 1912-2001). Carmelo Furnari, dal canto suo, non si è limitato solo alla recita delle poesie; Avendo conosciuto di persona molti di questi autori, sul loro conto ha aggiunto particolari curiosi parecchio interessanti. Sono previsti ancora altri incontri per la trattazione di altrettanti poeti. 

 

Nella foto, i poeti Renato Pennisi e Carmelo Furnari

 

ANTOLOGIA DI RACCONTI SUL CATANIA CALCIO

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E' stato presentato oggi al Palazzo della cultura di  Catania, "Antologia di racconti sul Catania calcio", raccolta antologica di AA.V.V. a cura di Alessandro Russo. E' inconfutabile che il gioco del calcio abbia insita una valenza socio-letteraria e che le narrazioni relative alle vicende della propria squadra del cuore siano sempre viste come un romanzo da raccontare. Nel caso specifico, è del Catania Calcio che si parla. E di vicende, come ben evidenziato, in questo volume ne troviamo raccontate quante ne vogliamo. Belle o brutte che siano, fanno parte di una storia, quella dei rossazzurri, particolarmente avvincente. Quest'Antologia è stata progettata per essere redatta direttamente dai tanti cittadini sparsi per il mondo; gli stessi che hanno sempre tifato "Po' Catania" malgrado la lontananza. Coloro che nei colori rossazzurri si sono sempre identificati, ostentando le radici di una catanesità sempreverde.

Gli autori sono pensionati e uomini d'affari, professori universitari, imbianchini, avvocati e camionisti, tutti insieme seduti su una tribuna virtuale a seguire i rossazzurri con un block-notes in mano. Delle vicende dello Schindler del Catania Gèza Kertèsz, dell'invasione festosa di Roma del 1983, del caso Catania del '93, fino ai turpi eventi riguardanti i  "Treni del gol", certamente non mancano gli argomenti da raccontare e approfondire. Ne scaturisce un potpourri d'impressioni e racconti, flashback e vicissitudini varie sapientemente assemblate dal curatore; storie zeppe d'aneddoti che fanno sorridere, riflettere e pensare. 

Nella foto, la copertina.

LA POESIA NATALIZIA: 'A CCHIU' BEDDA CONA

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'A CCHIU’ BEDDA CONA

 

Paru la Cona ‘nta lu me quarteri,

La paru ancora comu fussi ajeri.

Sparacogna, aranci,mannarini,

‘na nnucchicedda e… novi lumini.

C’aggiungio nivi di cuttuni sciusu

e na curuna di ferru filatu.

Lu lippu ci lu stisi comu pratu…

…E l’angileddi ci misi di latu…

Quannu la viu, cchi mi pari bedda…

E’ la rigina di la me vanedda!!! 

Ora ch’è pronta la vardu ammiratu

E biniricu cu mi l’ha ‘nsignatu.

Gesù, Giuseppi e Matri Maria,

li mettu ‘ncapu a li pinsera mia.

…pricchì paràlla nun ni sevvi a nenti

Senza l’amuri ‘ntra li sintimenti.  

 

                                   Santo Privitera

 

Nella foto, "La Cona" scultura di Francesca Privitera

 

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