PIECE 'A LUMERA

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 Sant’Euplio, il Compatrono di Catania è stato celebrato nella Basilica Cattedrale con la pièce teatrale “ ‘A Lumera” liberamente tratta dal dramma in versi siciliani  “Eupliu” di Santo Privitera. Euplio è stato un vero Eroe della Cristianità catanese. Come attestano gli atti sacri del Martirio, la sua è stata una vita breve ma intensa. Di lui si sono occupati in passato vari studiosi tra i quali Don Rosario Mazza, Mario Fonte e Benigno De Marco. Più recentemente Antonio Blandini e Maria Stelladoro.  “ ‘A Lumèra” è metafora del percorso di luce indicata dalla Parola dei Vangeli.  “Euplio-sostiene l’autore Santo Privitera che dello spettacolo ha curato anche la regìa-“ è figura di rilievo del cristianesimo catanese in quanto seminatore di questa Parola”. Concetto ribadito  dal Parroco della Cattedrale Mons. Barbaro Scionti che ha ospitato proprio nella Basilica Cattedrale cuore pulsante della cristianità catanese la sacra rappresentazione. Dopo una breve introduzione del Diacono Nuccio Mangano e la successiva presentazione di Carmelo Filogamo, ha avuto inizio la manifestazione. Nel contesto della scenografia naturale dall’altare maggiore del massimo Tempio agatino, spicca un’antica lumèra ottocentesca.  I fatti narrati si svolsero tra Aprile e Agosto del 304 d.C, durante la feroce persecuzione ordinata dall’Imperatore Diocleziano.  Tra narrazione storica, versi poetici e commenti musicali, si snoda il dramma.  Euplio(Danilo Spanò) giovane Diacono catanese continua a predicare il Vangelo nonostante i divieti.  Lo fa all’interno delle Comunità cristiane ma anche in giro tra la gente.  A nulla valse, da parte dei suoi stessi confratelli,  il tentativo di farlo desistere.  Come il suo Maestro, amava spesso riflettere e pregare in solitudine, a contatto con la natura selvaggia delle amene  contrade che circondavano le mura della sua città. Durante uno di questi estatici momenti, sente dentro di se una voce che lo incita a combattere il paganesimo con più efficacia. Si reca così nella residenza del temibile governatore Calvisiano(Antonio Leotta). Il dibattito tra i due si fa serrato. Al giovane Diacono viene insistentemente ordinato l’abiura e la conversione al paganesimo. Euplio rifiuta sdegnato e rilancia di contro con le parole del Vangelo. Il governatore lo fa arrestare e torturare. Durante la prigionìa non mancano le voci della tentazione ma Egli resiste. All’ennesimo rifiuto, dopo avergli fatto massacrare dai suoi sgherri la mano destra a colpi di pietra, Calvisiano emette la sentenza di morte per decapitazione. In un clima di grande commozione la condanna viene eseguita pubblicamente nell’antico Foro catanese. Era il 12 agosto del 304 d.C. Si spegne la vita di un Eroe cristiano ma si accende contestualmente una nuova  luce di speranza. Gli altri protagonisti della rappresentazione organizzata dal gruppo parrocchiale S.M. del Carmelo di Barriera, sono stati: Santo Privitera e Cettina Caschetto(Voci fuori campo); Annamaria Caruso(Guida), Orazio Costorella( Narratore). Ha coordinato il Diacono Salvatore Caio. Le musiche curate dal giovane Matteo Del Monte autore de “La Ballata di Eupliu” di fresca composizione.

Nella foto di Gianni De Gregorio, organizzatori e attori.

 

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