COMMEMORAZIONE DEL POETA DIALETTALE NINO MARZA'

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Al centro culturale “V.Paterno’-Tedeschi”, a undici anni dalla scomparsa, è stato ricordato il poeta dialettale Nino Marzà(Catania 1931-2006).L’iniziativa rientra nel quadro degli incontri domenicali che il Sodalizio organizza per commemorare artisti e letterati di casa nostra. ”Nino Marzà, il poeta gentiluomo” è il titolo della manifestazione curata dal poeta Carmelo Furnari. Relatore il critico letterario e poeta Avv. Renato Pennisi. Nino Marzà fu molto stimato nel panorama della letteratura dialettale siciliana. Il suo impegno culturale andò oltre la copiosa produzione poetica sparsa tra libri, antologie e riviste. Lottò per introdurre il dialetto nelle scuole; tenne egli stesso in molte occasione lezione di cultura siciliana per i ragazzi. Studiò la storia di Catania e della letteratura siciliana per poi fare opera di divulgazione nei diversi circoli culturali di cui fu assiduo frequentatore. In alcuni di questi, il “MarranzAtomo” e il “Vito Marino”(del quale fu fondatore), detenne incarichi di prestigio; così come in ambito regionale essendo stato Delegato regionale  dell’ A.N.PO.S.DI(Associazione Nazionale Poeti e Scrittori Dialettali).”Per il Centro culturale Paterno’-Tedeschi che

aveva cominciato a frequentare col solito impegno”- ricorda commosso il presidente dott. Santo Privitera nel suo intervento introduttivo-“Marzà aveva programmato una serie di conferenze dedicate alla II Guerra Mondiale; purtroppo il banale incidente che gli costò la vita glielo impedì”. Seppe trarre dai momenti essenziali della sua esistenza materiale per la sua poesia. Visse una vita familiare intensa e felice. Molte delle indimenticabili liriche composte le dedicò ad amici e parenti, tanto da meritarsi l’appellativo di poeta/cronista. Non senza pungente ironia, tradusse in versi un universo fatto di personaggi ed eventi del suo tempo. “Nino”-ricorda il poeta Ninni Magrì intervenuto per una sua personale testimonianza-“lo vedevamo scrivere persino nei tovagliolini di carta o dove capitava prima per fissare con immediatezza i suoi versi”. “Lui era molto felice quando parlava della poesia degli altri”-sottolinea tra l’altro Renato Pennisi-“lo faceva sempre con garbo e in modo molto rispettoso; sapeva consigliare e anche quando doveva effettuare qualche stroncatura lo faceva senza farla pesare.” Tra aneddoti e personali ricordi, Carmelo Furnari ha declamato alcune tra le poesie più note del poeta gentiluomo. Nel 1976 il suo primo libro di poesia: “Spizzichi di suli” con la prefazione dello scrittore e storico Vincenzo Di Maria. Questo volumetto ha ricevuto un premio speciale per la cultura al concorso “Il Pavone d’Oro” di Milano vinto quell’anno(1977) da Nantas Salvalaggio. Nel 2003 pubblica per le edizioni MarranzAtomo insieme al poeta napoletano Raffaele Pisani “La Poesia delle Due Sicilie” che raccoglie una serie di tradizioni e poesie di vari autori napoletani e siciliani. L’Opera fu destinata alle scuole elementari. Marzà si accingeva a pubblicare un altro libro ma non fece in tempo. Questo particolare è emerso durante la conferenza; a rivelarlo è stata una delle figlie presenti all’incontro. Sarà lo spunto per una pubblicazione postuma?

Nella foto a Sin. il poeta Nino Marza'. Nel riquadro, da sin.Santo Privitera,Renato Pennisi e Carmelo Furnari.(Foto di Nunzio Spitalieri) 

 

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