LA PRESENTAZIONE DEL TESTO TEATRALE "MATRIOSKA" DI CICCIO SCIUTO

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E’ Stato presentato al Castello Leucatia il libro “Matrioska” di Ciccio Sciuto. Relatori: Lia Mauceri, Francesca Privitera, Ninni Magrì e Santo Privitera. Si tratta di un libretto contenente il testo di una Commedia Dialettale siciliana. Matrioska e’ la pupa simbolo del Folklore russo la cui caratteristica principale è il gioco di incastri dentro cui e’ racchiusa; ed appunto di “Incastri” e’ fatto l’intreccio di questa commedia inedita prefata dalla poetessa Lia Mauceri. Ciccio Sciuto non è nuovo ad iniziative di questo tipo. Senza contare le varie raccolte di poesia pubblicate sempre per le edizioni “MarranzAtomo”, di testi teatrali ne aveva già sfornati tre: “ ‘A famigghia Casagrande(2002); “ ‘A Camula”(2004) e “Notti di Natali” (2005). Più che una farsa popolare, questa volta si tratta di una commedia vera e propria che investe delicate dinamiche familiari nelle loro sfaccettature più intime.  Qui i personaggi sembrano calarsi nel gioco delle parti di pirandelliana memoria ma con elevate tinte grottesche. Le sorprese non finiscono mai ed hanno come comune denominatore la coppia di Pippo e Teresa. Idealista e coerente il primo; psicologicamente fragile e poco accomodante la seconda. Attorno a loro si agita un microcosmo di personaggi (fatta eccezione per i giovani il cui ruolo appare invece positivo) dal carattere tendenzialmente ipocrita. L’esito finale non è affatto scontato. Rispetto alle commedie già pubblicate da Sciuto, “Matrioska” è quella più moderna. Non inganni il linguaggio arcaico utilizzato. Esso è voluto dall’autore nel rispetto della tradizione dialettale isolana e catanese in particolare. I detti e i proverbi, frutto di un corredo culturale che non deve in alcun modo estinguersi, arricchiscono un testo pregno di sicilianità. Considerata la sua storia, non possiamo non porci il dilemma se Sciuto è più un poeta o più un commediografo; forse un po’ l’uno e un po’ l’altro. Al termine della manifestazione, la pittrice e scultrice Francesca Privitera ha donato un pregevole quadro riproducente la copertina del libro.

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