CONFERENZA: "TURI LIMA IL POETA INDIPENDENTISTA"

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Organizzata dal Centro culturale “V.Paterno’-Tedeschi” si è svolta la conferenza “Turillima il poeta indipendentista”. Relatore, il critico letterario avv. Renato Pennisi. Sono inoltre intervenuti  per le letture delle liriche e per un personale ricordo del poeta, l’avv. Christian Maccarone e Carmelo Furnari. Dopo i saluti del presidente del Sodalizio organizzatore, si è dato corso alla manifestazione che-come è stato precisato-rientra nell’abito di un percorso culturale riservato ai poeti siciliani troppo spesso passati nel dimenticatoio.

Turilima, al secolo Venero Maccarrone, fu un poeta scomodo, Con la sua poesia dette voce alla rabbia dei siciliani i quali si sono sentiti umiliati e traditi da quegli ideali di sbandierata Unità che, secondo i sicilianisti più ortodossi, nei fatti non si è mai compiuta. Nato a Catenanova(EN) nel 1925, a seguito del secondo conflitto mondiale si trasferì a Catania. Qui entrò in contatto con gli esponenti del separatismo Siciliano, a quel tempo molto attivo.  Si iscrisse  nella “Lega Giovanile Separatista” organizzazione paramilitare facente parte del M.I.S.(Movimento Indipendentista Siciliano). Dell’E.V.I.S.(Esercito Volontario Indipendentista siciliano) apprezzerà l’opera del suo maggiore esponente, Antonio Canepa che morirà con altri quattro attivisti nel 1945 a Randazzo, durante un conflitto a fuoco con i Carabinieri. Per certi versi ne continuò l’opera letteraria visto che Canepa da irriducibile Separatista, nell’opera “La Sicilia ai Siciliani” dettò le linee guida per l’indipendenza della Sicilia dall’Italia. Turilima cominciò a collaborare con vari periodici, tra i quali “Libertà”, “Sicilia indipendente” ed altri. Nel 1970 Fondò il “Centro Studi Storico Sociale dei Siciliani” . Nel 1978 fu la volta  dell’emittente libera “Radio Trinacria”, poi fatta chiudere dalla Digos per motivi politici. Vinse una quindicina di premi di poesia. Gestì per tanti anni un negozio di abbigliamento in fondo alla centralissima via Manzoni. Morì nel1996. In suo onore, a Catenanuova venne istituito un premio letterario che però si svolse solo per pochi anni.

Il relatore Renato Pennisi inquadra l’opera di Turilima in un contesto storico ben definito, all’interno del quale la concessa Autonomia siciliana avrebbe avuto il sapore di una atroce beffa: l’ennesima. La Sicilia rimane ostaggio delle decisioni prese dallo Stato centrale.“La poesia di Turilima-afferma- continua perciò a cantare la Sicilia dei Ducezio, di Euno, del Vespro e di tutti coloro i quali lottarono  per la piena Autonomia dell’Isola senza tuttavia riuscirvi. “Il poeta-dice Pennisi- a volte vede oltre; Turilima da ottimo poeta che fu, con i suoi versi ribelli  volle mettere in guardia il popolo siciliano su ciò che sarebbe potuto accadere in futuro”. La sua fu una poesia espressa con linguaggio aspro e deciso, senza nessuno spazio al “cielo” alle “stelle” o “al chiaror della luna”.  “Sicilia, terra di duluri e canti,/terra di focu e di suspiri ardenti,/ sì terra di pueti e d’emigranti/ ca vannu spersi pi li cuntinenti./ La to ricchizza-e tu ci n’hai tanti-non ha sirvutu mai ppi la to genti/ pirchì li sfruttatori tracutanti/ t’hanno rìddutta povera e pezzenti./(…)(Sicilia, terra di duluri). La sua posizione politica fu di grande nocumento all'attività letteraria che svolse sempre con grande impegno; "anche se-ci rivela nel suo intervento Christian Maccarone che gli fu vicino fino all’ultimo”- esiste anche un’altro volto di Turilima: quello poco noto di poeta galante e autore anche di versi in Lingua italiana.”  Aspetto questo, ancora tutto da approfondire.  

Nel filmato, alcuni significativi momenti della conferenza che si e' tenuta domenica 4 giugno 2017 nella sede del centro culturale "V.Paternò-Tedeschi". Da sin.Renato Pennisi, Santo Privitera, Christian Maccarone, Carmelo Furnari,

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