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SINTITI CHI VI CUNTU (5)

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L’ho intravisto da lontano ed avvicinandomi quatto quatto ho verificato: e' lui!  malgrado avesse  u cozzu rasatu l’ho riconosciuto: Era lui, era veramente lui. Ho cercato di defilarmi dietro un’auto di grossa cilindrata, per intenderci: “’nsuv” . Non ci arriniscii, m’azziccau!

"Au, chi è nun mi vidi? chi sugnu trasparenti? va beni ca' divintasti ‘mpurtanti,   ma almenu  annicchia di cunfirenza ma poi dari! …"

Così esordisce tutto d’un fiato il solito ed appiccicoso amico di cui vi ho già parlato.

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SINTITI CHI VI CUNTU(4)

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Cca semu cari amici mei: "a squagghiata da nivi si vidunu i purtusa", recita un proverbio,sostantivo molto amato e curato dal nostro presidente dott. Santo Privitera. Fra tanti argomenti che ogni giorno mi capita di trattare, quasi sempre di carattere economico/amministrativo, alcuni giorni fa il solito amico pacioccone, “tustuliddu”  ma simpaticunazzu  mi fa rilevare una situazione paradossale che abbiamo tutti, ma proprio tutti, vissuto e continuiamo a vivere inconsapevolmente (forse). Punto di domanda:  “ Tu ca hai i scoli mu sai diri  chi è l’accisa?”. L’accisa??’! - sciogghici i nummira; trasecolo, sbandu, mi cunfunnu, ntartagghiu, pensavo anche al dialetto napoletano ( traduzione di uccidere) Poi,  pian pianino quando mi sono soffermato, e dato che io ho un centesimo di millimetro di cultura superiore alla sua ho proferito la parola ACCISE.…E ju chi dissi, rispose; Ed io di contro: Ma certo che lo so, vuoi che uno come me non lo sappia? Si va beni, ma chi è,  mu spieghi o non mu spieghi chi è,  ribatte

 

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BARRIERA: CONCLUSI I FESTEGGIAMENTI IN ONORE DELLA MADONNA S.M. DEL CARMELO

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I festeggiamenti dedicati alla Madonna del Carmine, a Barriera, quest’anno sono stati particolarmente intensi. Il bilancio finale non può che essere considerato positivo. La comunità parrocchiale della chiesa più antica del quartiere(risale al 1940) guidata dal parroco don Alfio D’Aquino, nell’anno Giubilare della Misericordia, infittendo il “Giro” e presentando alcune novità di rilievo così come ha fatto, ha reso i festeggiamenti piu’ fluidi e spettacolari. Il percorso della processione, variato, ha toccato quasi tutte le vie principali. Nel corso del triduo, oltre ai momenti di preghiera, agli omaggi floreali e allo scampanio dei bronzi, sono seguiti fuochi pirotecnici e l’esibizione della Banda musicale “Giulio Virgillito” di Catania che ha accompagnato il corteo con un ricco repertorio di musiche. L’iniziativa che ha incontrato maggiore gradimento è stata però il coinvolgimento della Parrocchia del Sacro Cuore. Una decisione,questa, che non ha precedenti nella secolare storia dei due suggestivi luoghi di culto Barrieroti. Il momento più suggestivo si è avuto proprio Sabato 16 luglio, allorquando  il Fercolo col Simulacro della Madonna del Carmelo è stato accolto con grande giubilo nel cortile dell’Oratorio Salesiano. “Un’occasione-ha precisato don D’Aquino durante la Concelebrazione della Santa Messa con Don Nello Ausini, servita a unire simbolicamente, nel giorno della festa che come sappiamo e’ molto sentita dai fedeli, le due Parrocchie più antiche e attive del nostro popoloso quartiere”.  

 

Nella Foto, La concelebrazione della Santa Messa nel cortile dell’Oratorio Salesiano di Barriera.

 

 

 

SINTITI CHI VI CUNTU(3)

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 Cari amici, con grande sorpresa ed una certa dose di credo-non credo; vero- non vero; è sicuro – non è sicuro; capitò - non capitò mi accingo a farVi  partecipe di  un avvenimento occorso qualche tempo fa e di cui sono venuto a conoscenza solo recentemente. Si tratta di un documento unico recapitatomi da un mio affezionato e sempliciotto amico

Il testo recita:

 

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L'ALBERO DEGLI ZOCCOLI O...DEI MOCASSINI

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L’albero degli zoccoli non è il famoso film diretto nel 1978 dal regista Ermanno Olmi, ma il pino marino del “Parco Zammataro” a Barriera del Bosco. Non possiamo definire questo luogo “Unni ci lassau ‘i scappi ‘u Signuri”. Anzi. Auto e moto scorazzano ad altissima velocità, il baccano è quindi assicurato. Da questo albero, uno dei tanti di cui è ricco quest’angolo di verde che tanto verde non è(visto com’è ridotto), pendono dai rami calzature di ogni tipo. Sono “Scappi vecchi ‘da fera” si dice a Catania, ma ancora buone a vedersi. Ce n’è per tutti i gusti e di tutte le misure. Sono ben allacciate tra loro. Furono calzate, questo è certo. Ora fanno bella mostra di sé in dondolante posa artistica. Di tanto in tanto qualcuno ne arraffa un paio forse perché lo ritiene un peccato lasciarle consumare in quella innaturale posizione. Che importa se sono di secondo o di terzo piede? “Ogni lassàta è piddùta”(tutto ciò che si lascia è perso). Una nuova moda? Bisognerebbe chiederlo a chi l’ha…lanciata. Adesso qui a Catania tale pratica rischia di diventare virale. Prima nei cavi elettrici stesi da un capo all’altro degli antichi palazzi del Centro storico, ora negli alberi. Il bello è che insieme alle scarpe volano le fantasie più colorite: “Pippu, ‘a vidisti dda scappa co’ taccu a spillu!!? Risposta: ‘a visti! a visti!....’u sacciu chi mi vo’ diri!!  Ma sono proprio gli zoccoli a mancare; abbondano invece sandali, ciabatte, stivaletti, mocassini e quant’altro. Scarpe per uomo, donna e bambino. Quando alcuni modelli periodicamente spariscono, eccone altri. E’ un continuo rimpiazzo. Ultimamente sono state avvistate zeppe in gran quantità. Un paio di raffinate “ballerine”

 

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