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POESIA: LA STORIA DI...."LA PANSA"

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Un'accoppiata inedita al Centro culturale "V.Paterno'-Tedeschi": Il poeta Gaetano Petralia(autore della spassosa lirica) e il fantasista Angelo Ursino.


SINTITI CHI VI CUNTU(2)

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M’arrizzaru li carni” cerco di chiarire e di chiarirmi “attisicai” nel leggere un articolo riportato in diversi quotidiani e rotocalchi ove si è tirato in ballo “l’ancileddu di passaggiu ”Mi spiego: in data 17.3.2016 a qualche ( fortunatamente) tifoso dello Sparta Praga è venuta in mente la inqualificabile idea di urinare su un povero mendicante o vagabondo, che dir si voglia, mentre costui se ne stava sdraiato in un angolo senza dare alcun fastidio e sperava soltanto di racimolare qualche euro per la sua sopravvivenza. Forse nella espressione inqualificabile qualcuno avrà qualcosa da ribadire, infatti sono stato molto cauto e generoso, ma non mi sento di usare termini scurrili proprio su codesta rubrica. Capisco che ciascuno di voi lettori si sta chiedendo cosa centra “ l’ancileddu”. Arrivo al dunque e svelo l’arcano: Mia nonna, che adoravo ed alla quale devo molto per tanti motivi, mi diceva: Nun diri vastasaggini  picchì su passa l’ancileddu t’arresta a vucca aperta e bluccata pi sempri”. Io credulone e nello stesso tempo timoroso in sua presenza mettevo la mano dinanzi alla bocca quando qualche espressione colorita mi scappava E se in quella occasione fosse passato per Roma “ l’Angileddu” come la mettiamo? o avrei gioito.

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SINTITI CHI VI CUNTU

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Non capisco più niente, ogni giorno mi sforzo di apprendere e di decifrare le parole o le frasi che mi vengono sottoposte continuamente dai politici e non; dai quotidiani e dai  periodici, dalle fonti video e da quelle audio: La mia mente sta “ funnennu” Mi rivolgo a Voi cari amici-lettori: Leggo o sento: Welfar  poi giro pagina o canale e ne spunta fuori un’altra: Spendig review; osservo un manifesto e mi colpisce un Sharing Economy; saluto un amico e costui  mi parla di Default; un vigile mio amico mi dice stai attento al Street control (odora di gelsomino, bianco però) E momentaneamente per oggi finire con Jobs act. Mi fermo non è cosa mia,  inutile sforzarmi “ m’azzannai u ciriveddu” da me, ci rinuncio. Poi m’illumino: Non è che sia proprio una tattica per non fare capire alla gente modesta come me di cosa si tratta e così agire come meglio conviene, indisturbati, senza ingerenza alcuna per poi sentirci rispondere: Ju ti l’havia dittu!

Vostro  Nunzio 

CATANIA: "C'ERA 'NA VOTA 'U FUTTINU"

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  Un tempo, dall’alba al tramonto, era tutto un via vai di carretti. Vi transitavano i contadini per recarsi a lavorare nei vasti campi della “Piana”. Era anche una delle piu’ importanti vie d’accesso della città per il commercio che si svolgeva da’ e per la Sicilia Occidentale oltre che dalle fiorenti Ragusa e Siracusa. Si accedeva dall’Acquicella, una contrada ai piedi di un’altura che per le sue modeste dimensioni era conosciuta come Monte pirocchiu. E’ della piazza Palestro che stiamo parlando, la piazza principale principale luogo di “concentramento popolare”  quartiere del “Fortino” che stiamo parlando e della sua principale piazza Palestro. della via Acquicella che stiamo parlando,arteria situata sotto “Monte Pirocchio” oltrepassata la quale si apre in una quinta scenografica quasi surreale Piazza Palestro con la sua Monumentale “Porta Garibaldi” ( ‘a potta ‘o futtinu) fatta erigere nel 1768 su progetto degli architetti Battaglia e Stefano Ittar per celebrare le nozze di Ferdinando IV di Borbone con Carolina d’Austria. Per essere un vero e proprio arco di trionfo e data la vicinanza col cimitero, in passato costituiva il punto esatto in cui si scioglievano i cortei funebri. A questo punto, passare sotto il suo arco diventava un rito, tanto da ispirare il poeta che ha scritto: “Passannu sutta l’arcu d’u futtinu/ ti trovi di Palestru ‘nta lu chianu/ e senza fari chiù tanti vaneddi/arrivi drittu drittu ‘e tri canceddi. Angelo Musco che trascorse la sua giovinezza nel clima fortinese,

 

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PER NON DIMENTICARE: L'ABBATTIMENTO DEL CAVALCAVIA

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Alle 06.20 del 10 Agosto 2013 cadeva sotto i colpi dei Buldozzer il Cavalcavia del Tondo Gioeni. Un provvedimento, alla luce dei disagi quotidiani patiti dagli automobilisti,  che non ha soddisfatto nessuno: men che meno chi da Sud si sposta verso Nord e viceversa. Era stata prospettata una soluzione a breve termine. Abbiamo voluto credere all'Amministrazione comunale di Catania ma, a quanto pare, ci siamo sbagliati. I benefici prospettati non ci sono stati e ancora attendiamo quel famoso "Tunnel" che avrebbe dovuto alleviare i disagi già ampiamente previsti. Abbiamo voluto ricordare attraverso il riflesso filmato postato nel titolo successivo, i momenti più salienti dei lavori di demolizione  eseguiti in gran fretta e senza un progetto ben definito. Il nostro rimpianto, adesso, va oltre le ragioni storiche.

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