Moda Costume e Società

ATTUALITA': "ADDIO AL PONTE"

Share

E' iniziato il  countdown. Domani verrà abbattuto il Cavalcavia del Tondo Gioeni. A cadere sotto i colpi delle pale meccaniche è  un vero e proprio "monumento" della viabilità cittadina. Da quando nel 1964 e' stato inaugurato, attorno "U' Ponti" , nel bene e nel male, è fluita la vita di una intera generazione di catanesi . Tante foto, tanti filmati  e qualche "luccicone" : chi l'avrebbe mai immaginato. Niente sarà più lo stesso. Tra qualche giorno, passare da lì sarà come attraversare il tempo. Tutti al suo capezzale, dunque, per un ricordo storico da conservare per i nostri nipoti.

Tanto tuonò, che piovve, per il cavalcavia del Tondo Gioeni in via di demolizione si addice questo detto che tradotto in lingua catanese suona pressappoco così: tantu ‘u rìssunu co’ fìciunu. Inevitabilmente il pensiero corre all’autunno del 2002 allorquando nel breve volgere di pochi minuti una voce sinistra si diffuse: Sinni calàu ‘u ponti!. Qualcuno scese nei dettagli: Bedda Matri..quantu motti! Quella che poi si sarebbe rivelata fortunatamente una clamorosa “Bufala”, suonò come un campanello d’allarme: E se si fosse verificato davvero? In applicazione alle norme antisismiche, una pubblica struttura che non possiede i giusti requisiti è destinata a essere eliminata. Era toccato al ponte di Ognina, ora e' la volta del cavalcavia più celebre di Catania. Per i tradizionalisti è un boccone amaro da ingoiare.

Leggi tutto: ATTUALITA': "ADDIO AL PONTE"

QUESTO NON E' AMORE

Share

 LE CIFRE DI UNA STRAGE QUASI QUOTIDIANA

127 lo scorso anno, 30 in questa prima parte del 2013 e un'escalation ben più drammatica in queste ultime settimane. Dal 2001 al 2011 ben 210 donne uccise in Italia soprattutto madri di famiglia tra i 25 e i 54 anni, vittime innocenti della rabbia, del rancore, della gelosia, di un sentimento di bieco possesso. 

Leggi tutto: QUESTO NON E' AMORE

I PECCHI MODERNI

Share

Che ne sarà dei futuri pecchi? Cambiano i gusti, cambiano i costumi; nascono nuovi stili di vita, nuovi mezzi di comunicazione e si modificano abitudini: anche i pecchi( pècchira,‘n giuria, soprannomi o nomignoli) sono destinati a cambiare. Il pecco, a differenza dello pseudonimo, non si sceglie. Il buontempone di turno, infatti, te lo affibbia all’istante e basta. Se dovessero essere schedati tutti i pecchi, andrebbe in “tilt” l’anagrafe comunale. C’è perfino chi ne ha più d’uno. A volte sono sgradevoli e fanno davvero male. Ma c’è chi ci ride su! e chi addirittura vi si identifica. Come quel tizio che, chiamato col nome di battesimo, si è mostrato infastidito.”Sig. Rigoletti (nome di fantasia), l’ho chiamato almeno dieci volte: perché non mi risponde!?; ha chiamatu a mia!!?? Virissi ca si sta sbagghìannu:...iù fumeri mi chiamu!”. Succede. I pecchi cambiano sì nella sostanza, ma non cambia invece l’abitudine di affibbiarli. A secondo dei casi, viene spontaneo farlo. Rileviamo che tra quelli di antica memoria, resistono in gran parte quelli che si tramandano da padre in figlio. Spariti sono quelli legati agli antichi mestieri. Turi ‘u carritteri ha lasciato il posto a Turi ‘u camiunista; Tanu l’umbrillaru a Tanu tuttu ‘n’euru (Tutto un’euro); Peppi l’mmuarru (armadio) a Pippu de Mobbili; Cicciu Erculi a Cicciu ‘u palestratu, e così via. A Chioggia, nel veneziano, per esigenze demografiche il nomignolo è stato ammesso a corredo anagrafico delle famiglie del luogo. Le molteplici distrazioni giornaliere dovute alle nuove tecnologie, concede molto più spazio adesso alla fantasia. Si va dal pecco più civettuolo a quello più raffinato; da quello più infimo a quello più accattivante. Chi più ne ha più ne metta. La “mitica” Anna Accùpu, famosa donnina delle case chiuse, arrossirebbe di fronte alle più moderne (e forse più rampanti)Romina ‘a Sciòllira o Susa Rabayaskava. Chissà quali commenti farebbe se fosse in vita la buon’anima di Peri-peri sentendo tutti i nomi stranieri che circolano oggi tra i suoi successori. Tranne i vecchi frequentatori del “San Berillo” che fu, chi si ricorda più di lui? Quando due soli “canali” televisivi bastavano, i programmi erano così pochi da non consentire soste prolungate davanti all’elettrodomestico che avrebbe rivoluzionato il mondo. Sappiamo che non è più così. Con l’avvento del pc e dei telefonini cellulari si è passati dal relax familiare allo stress da solipsismo cibernetico. Questo fenomeno, almeno apparentemente, dalle nostre parti non è vissuto come un danno per la società ma come spunto per una risata. E’ così che sono nati i nuovi pecchi: Turi online e Massimu tri-tacchi.  

IL CENTENARIO DELLA SCOMPARSA: Un omaggio al poeta Mario Rapisardi

Share

Il programma:
SALUTI
Prof. Enrico Iachello
Presidente della Società di Storia Patria per la Sicilia Orientale
Sen .Dott. Salvo Fleres
Presidente del CdA delle Biblioteche Riunite “Civica e A.Ursino Recupero”
Prof. Giuseppe Giarrizzo
Accademico dei Lincei
Prof.ssa Gabriella Alfieri
Presidente del Consiglio Scientifico della Fondazione Verga
INTRODUCE
Dott. Santo Privitera (Giornalista Pubblicista)
RELATORI
Prof. Salvatore Camilleri (Poeta e Scrittore)
Dott. Francesco Giordano (Storico)
LETTORI
Orazio Aricò (Regista e attore)
Marta Limoli (Attrice)

LA CONFERENZA SU M.RAPISARDI NEL PRIMO CENTENARIO DELLA SCOMPARSA

Share

 

  Nella foto di G.De Gregorio, il tavolo dei relatori.

                                                        

Leggi tutto: LA CONFERENZA SU M.RAPISARDI NEL PRIMO CENTENARIO DELLA SCOMPARSA

Informazioni aggiuntive