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IL CENTENARIO DELLA SCOMPARSA: Un omaggio al poeta Mario Rapisardi

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Il programma:
SALUTI
Prof. Enrico Iachello
Presidente della Società di Storia Patria per la Sicilia Orientale
Sen .Dott. Salvo Fleres
Presidente del CdA delle Biblioteche Riunite “Civica e A.Ursino Recupero”
Prof. Giuseppe Giarrizzo
Accademico dei Lincei
Prof.ssa Gabriella Alfieri
Presidente del Consiglio Scientifico della Fondazione Verga
INTRODUCE
Dott. Santo Privitera (Giornalista Pubblicista)
RELATORI
Prof. Salvatore Camilleri (Poeta e Scrittore)
Dott. Francesco Giordano (Storico)
LETTORI
Orazio Aricò (Regista e attore)
Marta Limoli (Attrice)

LA CONFERENZA SU M.RAPISARDI NEL PRIMO CENTENARIO DELLA SCOMPARSA

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  Nella foto di G.De Gregorio, il tavolo dei relatori.

                                                        

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LINK AMICI, FACEBOOK: "Catania com'era, in un video degli anni '20"

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Su "SEGUICI SU FACEBOOK" ( Sez. Link Amici), Vi segnaliamo un raro video della Catania degli anni '20.

LA LINGUA ITALIANA NELLA SOCIETA' DELLA COMUNICAZIONE ODIERNA: "Ma come parli?"

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La lingua italiana e il linguaggio, sono da sempre stati in una continua e incessante evoluzione. La coniazione di neologismi, l’influenza dei nuovi metodi di comunicazione e informazione, l’avvento di internet, della posta elettronica, di facebook, di chat line, degli sms, di nuove realtà televisive come i reality, ha modificato radicalmente e influenzato considerevolmente il lessico tradizionale, il modo di esprimersi, arricchendo il vocabolario di nuovi termini, talvolta piuttosto strani e singolari.

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COSI DI CATANIA: "Alla Salma di Mario Rapisardi rubarono le scarpe"

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A cento anni dalla scomparsa, ricordiamo Mario Rapisardi (Catania 1844-1912). Questo poeta che a cavallo che tra l' Ottocento e il Novecento fu tra più importanti, merita approfonditi studi. Di lui si è detto e scritto tanto, ma, forse, non è ancora abbastanza. Sulla sua figura di uomo e di poeta ci torneremo, questo è certo. Intanto citerò un episodio che ha del grottesco. Il protagonista è ancora lui: questa volta, però, da morto. "Cose di Catania" diremo. L'ormai famoso "detto", qui ci sta tutto. Quando nel tardo pomeriggio del 4 gennaio del 1912 nella sua casa della Badiella il poeta si spegne, la città si veste a lutto. Intellettuali, studenti universitari e perfino popolani, vollero rendere omaggio al poeta che meglio di tanti altri  seppe inneggiare coi suoi versi alla libertà di pensiero. Il funerale fu davvero imponente. Il feretro del “Vate” , dopo essere stato portato a spalla dai suoi studenti per un lungo tratto di V.Etnea, venne adagiato sulla settecentesca Carrozza del Senato per essere trasportato fino alla Casa comunale dove sosterà per alcuni giorni. Prima di allora, lo stesso privilegio era toccato alle spoglie di Vincenzo Bellini di ritorno nel 1876 da Puteux. Spirava un vento fortissimo, quel giorno, e per  molti  cittadini quello fu un segno sceso dal cielo a riprova della natura esoterica  del “genio”. (Nella foto, il monumento funebre di Rapisardi nel cimitero di Catania).

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