CATANIA: L'AUTOMOBILISTA SULL'ORLO DI UNA CRISI DI NERVI

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Piove, governo ladro! Quando gli automobilisti percorrono le strade cittadine, hanno sempre da recriminare. Con qualcuno se la devono pur prendere. Il governo c'entra sempre: ma non perchè piove, ma perchè le strade sono un colabrodo. In centro o nelle periferie, a dire il vero, c'è di che imprecare. E quando piove a Catania, piove sempre sul bagnato.  Il Cavalcavia del  Tondo Gioeni è stato abbattuto: Amen!. Immersi nella ricerca della soluzione (anche sotterranea visto che si parla di tunnel trasversale alla circonvallazione), il Tornaindietro fa imbestialire gli automobilisti non tanto per il fatto di allungare il percorso quanto per la terminologia. La stessa parola Tornaindietro sembra riportarci indietro...nei secoli. Qui non vale il detto: Indietro non si torna? .Quando il cavalcavia ancora non esisteva, la circolazione da quelle parti era molto fluida. Il concetto di traffico cittadino era però limitato alle poche macchine allora circolanti. Gira e rigira vuoi vedere che tra un po' di anni qualcuno penserà a ricostruirlo?: magari adeguando il progetto alle attuali norme antisismiche. Per intanto vallo a sentire quello che gli scappa di bocca all'automobilista imbottigliato nella nuova Rotonda Gioieni. L'altro giorno ne ho sentita una: Cu cancia 'a vecchia ppa nova, mali s'attrova! E questo è niente. Mentri 'i merici sturiunu, 'u malatu mori! E perchè non c'è chi usa anche quest'altra espressione: E ccomu c'arrivamu 'a Barrera, ccu l'arioplanu?. Non parliamo poi delle strisce pedonali. Il pedone non può attraversare via Del Bosco senza il rischio di essere travolto. Lungo un percorso di oltre tre chilometri, solo pochi tratti sono Zebrati. Vicino le scuole, dove ci sono i negozi e le chiese, le strisce pedonali o sono totalmente mancanti oppure sbiadite.Iddu ca non quagghia-sbotta un anziano temendo di non arrivare incolume all'altro marciapiede-su m'ammazzunu mancu mi paunu!  E che dire dei continui scavi lungo strade e traverse? Prima la posa del gas; poi è la volta dell' Enel, e dei tubi dell'acqua: a Catania si scava, si scava sempre. Il bello è, si fa per dire, che Si scava ma non si consa. Via Leucatia e dintorni è

tra le zone più bersagliate. Un'automobilista, tra il serio e il faceto, dopo aver assistito all'ennesimo scasso gli venne naturale chiedere a un operaio: “Sintissi, ma chi è: vi scuddastuvu a calarici 'u filu sta vota!?. Meglio le strade a fondo naturale-sentenzia un altro- così si evita di ballare il Valzer della toppa. Roba da matti. Si, matti per il continuo stress che l'automobilista è costretto a subire. Per strada se ne vedono di tutti i colori. Alla vista degli extracomunitari armati di spugna e sapone, agli incroci comincia l'affannoso zigzagare degli automobili per scampare all'imbrattamento del parabrezza. Si va per linee orizzontali. Un semaforo sempre verde è quello che ci vuole! Il problema è che poche sono ormai le strade a Catania dove si può circolare con facilità. Trovare un parcheggio senza che il posteggiatore non ti dia del pezzente se non gli elargisci la mancia, è quasi impossibile. Meno male che ci sono le colonnine di Sostare, almeno finchè durano. Le mille problematiche che affliggono le nostre strade è vero che sono comuni a quelle di tante altre città metropolitane, ma il grado di disagio aumenta proporzionalmente al grado di inciviltà dei cittadini. In fondo, che male c'è se molte auto scendono dalla via Etnea senza lo straccio di un contrassegno: sono autorizzate a farlo? Mahh!...tanto vige la convinzione: Cchiù scuru 'i menz'annotti non po' fari!.

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