CATANIA: UN APPELLO PER LA FONTANELLA DEI POETI A BARRIERA DEL BOSCO

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“Na sta Sicilia mia lassai lu cori/cara funtana di lu me quarteri/peni e duluri si ponnu scurdari/ma li rivoddi no, restunu vivi(…)”. Sono i primi versi della   canzone “Cara Funtana” cantata dal compianto Settimo Scuderi nel 1985 al Festival della Canzone Siciliana organizzato da Antenna Sicilia. Ma non è della sua storia che vogliamo parlare ma della fontanella di V. Trappeto, a Barriera, stradina di collegamento tra le vie Sangregorio e della Paglia. Fu proprio questa fontanella ad ispirarmi i versi della poesia che poi sarebbe diventata canzone grazie alla  musica di Giuseppe Benito Caruso. Oggi questa fontanella è muta. Muta da più di 10 anni. Una voce stonata, adducendo inesistenti motivi di ordine pubblico, brigò a suo tempo perché venisse chiusa. Ci riuscì a dispetto di tanta gente che preferendo le sue copiose e fresche acque alle stagnanti “minerali”, lì giornalmente faceva ordinatamente la fila per riempire i propri contenitori. Questa fontanella servita dalle acque Carcaci, ha pure una sua storia. Agli inizi degli anni ’50 venne impiantata dal Comune di Catania in quella zona proprio perché, essendo densamente popolata, gli abitanti delle vicine case potessero comodamente usufruirne. Una semplice colonnina in ferro con una canaletta sporgente. Le acque raccolte in un rettangolo di basolato lavico all’interno del quale sta il pozzetto refluo. Tipologia molto comune a quel tempo. Nel corso degli anni, quando l’uso delle acque per ovvie ragioni divenne più razionale, venne opportunamente applicato un rubinetto nella apposita canaletta. Fino al momento della sua inspiegabile dismissione, la fontanella, grazie alla freschezza e cristallinità delle acque, divenne un vero e proprio punto di riferimento. Intere generazioni vi attinsero. Era una Fontanella buona per tutte le stagioni: “Amuninni ‘a funtana  ‘da via Paglia”, come dire “Andiamo al bar”. Attorno ad essa, in attesa del proprio turno, si chiacchierava, si socializzava. E nel vicino Centro culturale, la domenica mattina, era quasi un rito per i poeti andare a bere “ ‘Mmuccuneddu r’acqua” prima della consueta declamazione. Adesso quella fontanella è ancora muta, sempre più secca e arrugginita; per ripristinarla occorrerà un radicale intervento. A nulla sono valsi gli appelli finora lanciati anche attraverso le colonne di questa importante rubrica(vedi “E La fontana dei poeti restò muta”). E non è che nel frattempo le esigenze siano cambiate. Gli abitanti della zona, soprattutto gli anziani che la popolano, non hanno intenzione di continuare a spostarsi a piedi per raggiungere l’impianto più vicino che dista parecchio. Non tutti possono permettersi di acquistare l’ acqua minerale anche se, purtroppo, nel 2017 può sembrare assurdo. Perciò ne reclama la riapertura. Chi dovrà farlo? L’ufficio delle Acque Carcaci, su specifico mandato della Municipalità e del Comune di Catania. 

 

Pubblicato su "La Sicilia" del 7 Agosto 2017

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