Recensione libri

LA RECENSIONE: "LE TRE VITE DI DON GIUSEPPE" Romanzo di Salvo Montalbano

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Salvo Montalbano, medico psichiatra con la passione per la scrittura, ritorna in libreria con “Le tre vite di Don Giuseppe”(Ed.Timìa). Il romanzo è ambientato nel Regno di Napoli e nella Sicilia del 1789. Racconta la storia dell’ambizioso Giuseppe Salerno medico e sacerdote, preside della Facoltà di medicina di Palermo e autore delle mummie oggi esposte nella cappella della Pietatella a Napoli. Prima di ritirarsi in pensione, egli decide di ostentare in una conferenza proprio quei preparati da cui avrà inizio la narrazione incastonando una serie di intrigate vicende che lo renderanno testimone dell’assassinio del vicerè di Sicilia Caramanico e del conseguente processo “pilotato” contro l’avvocato Francesco Paolo Di Blasi. Montalbano riesce a riassumere con dovizia di particolari la complicata vicenda e del suo enigmatico protagonista per troppo tempo rimasto in ombra tra le pieghe della storia. Un’opera letteraria, quella di Salvo Montalbano, dalla scrittura ipnotica che permette al lettore di immergersi nel mondo del ‘700 e al contempo approfondire il comportamento dei vari personaggi che costellano questo testo dal rilevante valore storico e letterario. 

LA RECENSIONE: "LEOPARDI E I VOLTI DI DIO" di Salvatore Borzì

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“Leopardi e i volti di Dio”(Ed.Bonanno) è un saggio di Salvatore Borzì. Docente di Lettere al Liceo classico “Gulli e Pennisi” di Acireale, l’autore ci consegna un Leopardi diverso, per certi aspetti inedito. Piu’ filosofo che letterato. In questo saggio profondo nell’analisi, ricco di citazioni e note bibliografiche, Borzì prende in esame la spiritualità leopardiana, il sentimento religioso che sin dalle opere giovanili si manifesta impetuoso. Il percorso è tortuoso, spesso controverso ma ricco di spunti per acute riflessioni. Lo scopo principale della ricerca è quella di dimostrare mediante un meticoloso percorso filologico che attraversa tutte le fasi della vita del poeta, la pregiudizialità della visione atea e nichilista che la critica ufficiale gli ha sovente attribuito. I tentativi di appiccicare una etichetta ideologica all’autore de “L’infinito” sono stati tanti nel corso del tempo: basti pensare ai Marxisisti i quali, secondo la tesi del Carducci, lo avrebbero addirittura eretto a precursore de “Il Capitale”. Leopardi ha creduto davvero all’esistenza di Dio? Secondo Borzì, si. Non al Dio cristiano dell’amore ma a un Dio dai molteplici volti; un Dio che manifestandosi nella natura come nelle sofferenze umane, scompare definitivamente con la morte dell’individuo.  

NE PARLIAMO QUANDO TORNI

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RECENSIONE                   “NE PARLIAMO QUANDO TORNI”

                                          di MARIA GRAZIA DISTEFANO

 

 

“Ne parliamo quando torni” (Ediz. Kimerik - 204 pagg. - euro 12,60) fresco di stampa e di presentazione ufficiale, è il romanzo d’esordio firmato da Maria Grazia Distefano ma non la sua prima opera. Già nota e navigata scrittrice di racconti brevi, l’autrice vanta due precedenti pubblicazioni. Ha debuttato nel 2012 con una raccolta intitolata “Pagine di vita” Ediz. Montag alla quale ne è seguita una seconda dal titolo “Via vita” Ediz. Montag nel 2014.

L’autrice siciliana, moglie e mamma, vive e opera in provincia di Catania come pedagogista, come docente di scuola primaria e come esperta di problemi di coppia, visto che tiene anche corsi di formazione per adulti. Nonostante i nutriti impegni quotidiani, riesce a trovare il tempo per dedicarsi alla scrittura. La sua passione per la narrazione affonda le radici nelle letture giovanili e sfocia in età adulta nel bisogno di confrontare il proprio talento con quello di altri autori del panorama culturale. Partecipa a numerosi Concorsi Letterari nazionali dove ottiene segnalazioni, premi e pubblicazioni.

“Ne parliamo quando torni” è un sorprendente romanzo in cui, con garbo e competenza, si approfondisce il tema dell’infertilità di coppia. Scavando magistralmente nel travaglio intimo dei due personaggi principali, l’autrice esamina l’argomento da due angolazioni opposte: maschile e femminile, offrendo al lettore lo spunto per una ricca e profonda gamma di riflessioni. Con un’abile trama a tratti comica e in altri drammatica, intessuta di flashback e metafore, con un linguaggio fluido e adeguato, l’autrice ci accompagna nel penoso mondo della maternità difficile.

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LA RECENSIONE: "QUANNU 'U SIGNURI PASSAU P' 'O MUNNU"

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“Quannu ‘u Signuri passava p’’o munnu”(Algra editore) è un libro in versi siciliani(con traduzione), che offre una nuova lettura in chiave ludica e fiabesca di alcune parabole Evangeliche. Quattordici racconti popolari che invitano con semplicità alla riflessione. Qui Gesù insieme ai suoi discepoli, non è narratore ma protagonista di un percorso che va per episodi. A Pietro, col suo carattere arcigno e riottoso, tocca il ruolo emblematico di cerniera tra spirito e materia. A dominare è sempre la logica del mondo. Carità, egoismo, passioni e dolori non sono altro che modelli ai quali l’uomo fa riferimento. E’ necessaria perciò una scelta etica e costruttiva. Da qui le benevoli ammonizioni del Maestro che durante il percorso corregge con la forza dell’esempio e della parola le stravaganze dei suoi apostoli. L’autrice siracusana, Maria Lucia Riccioli, scegliendo la lingua del popolo, senza note e interpretazioni veicola in modo diretto ed efficace il messaggio salvifico dei Vangeli. Un abile espediente, questo, che oltre a stuzzicare la curiosità dei lettori di tutte le età, soddisfa allo stesso tempo il “fine palato” degli appassionati del dialetto siciliano:”Quannu Iddu pi lu munnu girava/cu l’Apostuli appressu priricannu,/r’’a vita e r’’a motti jeva parrannu,/e tanti cosi riceva e ‘nsignava.”(Prologo).

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LA RECENSIONE: "ALFREDO DANESE E LA SICILIA NEL SANGUE" DI Alfio Patti

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Alfredo Danese( Catania 1916-2009) e’ stato un regista, attore, poeta  caratterista, autore teatrale e promotore di eventi. A cent’anni dalla nascita e nel settennale della sua scomparsa, Alfio Patti che fu uno dei suoi allievi prediletti, per ricordarne la figura ha curato il saggio “Alfredo Danese e la Sicilia nel sangue”(Algra editore). L’opera raccoglie le testimonianze di poeti, scrittori e artisti che a vario titolo condivisero il percorso letterario di questo straordinario personaggio, apprezzandone l’impegno per le tradizioni siciliane e catanesi in particolare. Dal secondo dopoguerra e fino alla prima parte del nuovo secolo, Alfredo Danese fu attivo nel panorama culturale etneo. In linea col suo istrionico temperamento, fu Autore di opere teatrali, di libri di poesia e, soprattutto, fondatore di Arte e Folklore di Sicilia, sodalizio all’interno del quale, grazie anche all’omonima rivista, si sviluppò un vivace e fecondo dibattito sulla lingua siciliana e non solo. Il saggio, insieme a numerose foto caricature e disegni, si compone  di Sette capitoli: tanti quanti furono i suoi campi di interesse. Sono stati riportati inoltre interventi critici di Santi Correnti, Concetto Greco Lanza, Rino Giacone Edocle Lessini oltre che dello stesso Danese. 

 

Nella foto, la copertina.

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