LA RECENSIONE: "PIU' FORTE DEL SILENZIO" Di Anna Costorella

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 “Più forte del silenzio” è un romanzo che si ispira a un fatto realmente accaduto. L’autrice siculo-ferrarese Anna Costorella, alla sua seconda fatica letteraria, ha iniziato a cimentarsi nella scrittura solo in età matura dopo un lungo tirocinio che gli ha consentito comunque di conseguire segnalazioni e riconoscimenti in vari concorsi letterari.“Più forte del silenzio” è una poetica cronaca “on the road” dove alle meraviglie della natura e dei paesaggi unite alle bellezze artistiche dei luoghi, si fondono storie di personaggi indelebili; di solitudini intense che attraversano insieme brevi percorsi di vita. Nitido ed essenziale nella scrittura, il lavoro è un continuo scavo nell’inconscio dei personaggi. Nei continui flashback del protagonista, realtà e sogno finiscono per coincidere sconfinando perfino nel paranormale. Nei diciotto brevi capitoli in cui si articola il lavoro, diversi temi di estrema attualità si intrecciano tra loro. Dalle dinamiche familiari al rapporto con gli animali domestici; dalle considerazioni sull’ aborto a quelle sulle adozioni, i temi politici e quelli religiosi sono soltanto appena sfiorati. Adriano Aloisi,il protagonista, è un rappresentante di biancheria intima che soffre di una lieve forma di balbuzie. Un problema nervoso, il suo, frutto di una educazione rigida e opprimente. Durante una vacanza in Andalusia si innamora di una ragazza e per la prima volta viene ricambiato. Ines Katakis, sensuale creatura di madre spagnola e padre greco, diventerà sua moglie. Trent’anni dopo, in seguito alla morte di lei e alla fuga in Sudamerica dell’unico figlio Diego, bello e dannato, decide di abbandonare l’Italia per trasferirsi in Spagna. Lo fa per ricongiungersi idealmente a Ines in un percorso che si rivela catartico ed essenziale per ritrovare se stesso. Il finale ci riserva una soluzione inaspettata e quasi paradossale.

 

 

 

Pubblicato su La Sicilia del 17.10.2018

 

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