LA RECENSIONE: "LEOPARDI E I VOLTI DI DIO" di Salvatore Borzì

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“Leopardi e i volti di Dio”(Ed.Bonanno) è un saggio di Salvatore Borzì. Docente di Lettere al Liceo classico “Gulli e Pennisi” di Acireale, l’autore ci consegna un Leopardi diverso, per certi aspetti inedito. Piu’ filosofo che letterato. In questo saggio profondo nell’analisi, ricco di citazioni e note bibliografiche, Borzì prende in esame la spiritualità leopardiana, il sentimento religioso che sin dalle opere giovanili si manifesta impetuoso. Il percorso è tortuoso, spesso controverso ma ricco di spunti per acute riflessioni. Lo scopo principale della ricerca è quella di dimostrare mediante un meticoloso percorso filologico che attraversa tutte le fasi della vita del poeta, la pregiudizialità della visione atea e nichilista che la critica ufficiale gli ha sovente attribuito. I tentativi di appiccicare una etichetta ideologica all’autore de “L’infinito” sono stati tanti nel corso del tempo: basti pensare ai Marxisisti i quali, secondo la tesi del Carducci, lo avrebbero addirittura eretto a precursore de “Il Capitale”. Leopardi ha creduto davvero all’esistenza di Dio? Secondo Borzì, si. Non al Dio cristiano dell’amore ma a un Dio dai molteplici volti; un Dio che manifestandosi nella natura come nelle sofferenze umane, scompare definitivamente con la morte dell’individuo.  

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