UNA SCIARPA ROSSAZZURRA PER GEZA KERTESZ

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Nel corso di una visita turistica a Budapest, lo scrittore-ortopedico catanese Alessandro Russo è andato a visitare la tomba di Geza Kertesz (Budapest 1894-1945), allenatore ungherese che nella stagione calcistica 1933-34 portò il calcio catanese alla prima promozione in B. Russo, autore a sua volta di diversi libri, nipote del presidentissimo Angelo Massimino, ha deposto sopra il monumento funerario di Kertez che si trova nel cimitero ungherese degli eroi (Kerepesi), una sciarpa rossazzurra a nome di tutti i tifosi catanesi veri che si riconoscono nei colori e nei valori della propria squadra.

 

 Ma chi Fu Geza Kertesz? La sua riscoperta si deve agli autori dell’almanacco “Tutto il Catania Minuto per minuto”(Alessandro Russo, Filippo Solarino, Antonio Buemi, Carlo Fontanelli e  Roberto Quartarone) che, a distanza di oltre sessant’anni, dopo attente ricerche sull’asse Catania-Ungheria, hanno ricostruito la figura umana e sportiva di questo personaggio che concluse da autentico eroe la propria vita terrena.

 

Geza Kertesz, ottimo calciatore e nazionale ungherese, nella seconda metà degli anni Venti decise di trasferirsi in Italia. Qui cominciò a svolgere la sua carriera di allenatore.  A Catania approderà grazie al Duca Trigona di Misterbianco che per gli ottimi metodi innovativi espressi dal giovane unghere, gli affiderà il club calcistico etneo del quale era presidente e mecenate. I risultati furono subito lusinghieri; la squadra catanese si aggiudicò il torneo di prima divisione dell’anno calcistico 1933-34, sfiorando, l’anno successivo, la promozione in serie A.  Nel campo di Piazza Esposizione ( Oggi P.ZZ G.Verga), i tifosi catanesi affluiranno  copiosi e pieni di entusiasmo per seguire la squadra della propria città. “Su quel glorioso rettangolo polveroso-scrive Filippo Solarino-che infiamma i cuori marca liotru; i suoi eroi hanno i nomi delle vecchie glorie del pallone italico: Giovanni Degni, Ercole Bodini e Ottorino Casanova, dei virgulti Mario Sernagiotto, Mario Nicolini e Ferruccio Bedendo, ma soprattutto del primo idolo del calcio catanese, Cocò Nicolosi”.

 

Kertesz  rimase a Catania dal 1933 al 1936 e dal 1941 al 1942.  

 

 Dell’uomo Geza Kertesz, accanto alla vicenda sportiva, occorre necessariamente ricordare l’altissimo valore morale e di coraggio civile, da egli mostrato nei difficili anni del secondo conflitto mondale. Tornato in patria, infatti, nel tentativo di aiutare gli ebrei ungheresi a sfuggire ai campi di concentramento, verrà arrestato dai collaborazionisti ungheresi alleati dei Nazisti. Dopo 14 mesi di indicibili pene e torture, all’alba del 6 febbraio del 1945 Geza verrà fucilato.

 

 L’iniziativa di intitolare una via cittadina di Catania a Geza Kertesz, è ancora in piedi. Nei mesi scorsi è stato costituito e presentato alla stampa, un comitato cittadino formato da giornalisti sportivi, scrittori ed esperti della storia del calcio Catania, che ne sostiene vigorosamente la causa.

 

 

 

 

 

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