Storia e tradizioni popolari

PROVERBI PER SETTE GIORNI(22)

Share

-CU PO' FARI E NON FA, CAMPA SCUNTENTU(Chi può disporre ma si priva, camperà infelice);

-MEGGHIU MMIRIA E MAI PIETA' (Meglio essere invidiato che invidiare);

-'U SUPECCHIU E' COMU 'O MANCANTI(L'abbondanza è tale e quale l'insufficienza. Nelle cose occorre il giusto equilibrio);

-PANI SCHITTU CALA RITTU ( Il pane privo di companatico si gusta meglio e non danneggia lo stomaco);

-DI L'AMICI MI VADDU JU, 'DE NNIMICI MI VADDA DDIU (Dei nemici mi guardo io, dei nemici mi guardi Dio);

-'U BONU FA BONU(Il bene predispone gli altri a ricambiare);

-AMARI CU NON T'AMA E' TEMPU PERSU (Amare chi non ti ama è tempo sprecato).

RIFLETTIAMO SU L'EPIFANIA

Share

"L'epifania tutte le feste le porta via"; da domani: smessi presepi, alberi, stelline e luci colorate si ritorna alla vita normale. E si! perché le feste natalizie hanno sempre qualcosa di magico: Ci fanno sentire "più buoni" almeno dentro. "La Befana vien di notte con le scarpe tutte rotte"; per la gioia dei bambini(per quelli di una volta ancora di più), la magica vecchietta che vola su una scopa continua a distribuire doni dentro una calza. Doni, doni per tutti. Chi ha ricevuto la calza con il carbone dentro, non lo ammetterà mai. Siamo sinceri: Spesso si è monelli fino in fondo. Per ovvie ragioni, non farò gli auguri a chi si chiama Epifanio o Epifania. Potrebbero prendersela a male. "Comunque sia, ogni anno c'è sempre una 'Epifania", (questo proverbio è mio). Ma cosa sta a significare questa ricorrenza? Essa rappresenta l'adorazione dei Re Magi. Come dire che tutti i potenti della terra dovrebbero inchinarsi davanti all'onnipotenza del Bambinello. Colui che ha rivoluzionato il mondo con l'ausilio della semplice parola o del Verbo, se vogliamo. Aggiunge la leggenda cristiana che i Magi per raggiungere la grotta chiesero consiglio ad una vecchia signora che non seppe correttamente informarli. La vecchia da allora gira il mondo cavalcando una scopa e portando i doni ai bambini buoni. Una sorta di "Nemesi". Ai monelli lascia solo carbone perché riflettano sulle loro malefatte. I tre Re, poi, grazie alla stella cometa ritrovarono la giusta strada. Ci sarà una stella cometa in grado di guidare gli attuali potenti della terra a ritrovare la via della Pace nel mondo!!?

CIARAMIDDARI E ZAMPOGNARI, L'ARMONIA DEL NATALE

Share

‘Na vota!... ’Na vota!… e sempri..‘Na vota!!! Questa espressione la usavano i nostri nonni ma è ancora valida “per tutte le stagioni”. Nel corso dei secoli, il modo di percepire il Natale è inesorabilmente cambiato. Tradizioni, usanze e costumi di un tempo, ormai è più facile riscontrarli nelle rappresentazioni teatrali che nelle strade. Meglio di niente. Una lenta rivoluzione  ha cambiato il modo di percepire quella che ancora, malgrado tutto,  viene considerata la festa piu’ bella dell’anno. Tutto quel fuoco mistico che ruotava attorno ai pastori, all’alberello, alla “Cona” e al suono della Zampogna è andato sempre più attenuandosi  fino a scomparire quasi del tutto.  Ci si chiede dove sia finito il “Magico Natale” se Babbo Natale e’ diventato lo sponsor di qualche prodotto e non si sente piu’ in giro il suono della Zampogna. Gia’, la Zampogna. Nel nostro dialetto il suonatore di questo strumento viene genericamente conosciuto come ‘U Ciaramiddaru,  ignorando pero’ che la Ciaramella e’ diversa dalla Zampogna. Mentre la Ciaramella e’ una grossa canna simile al moderno “Clarinetto”; la Zampogna e’ uno strumento molto piu’ complesso essendo composto da un otre di pelle di pecora entro cui si innestano  tre o piu’ canne zufolate della stessa misura tranne una piu’ corta. Suonarla implica tutta una preparazione preliminare piuttosto complessa. Un tempo l’usanza si tramandava da padre in figlio, ma la tradizione ad essa legata si perde nella notte dei tempi. Vivevano di pastorizia, i Ciaramiddara, un elemento in piu’ per assimilarli ai pastori che nella Santa notte di Betlemme furono tra i primi ad inchinarsi davanti al “Bambinello”. “Ciaramiddaru…ciaramiddari fai ‘na sunata supra l’altaru, Ca lu Signuri quannu nasciu tutti li cosi binidiciu” recita il testo di una canzone che ancora oggi si canta nelle Novene natalizie. La letteratura di tutti i tempi ha celebrato questa figura quasi “Mitologica”. Per guadagnarsi da vivere “ ‘I Ciaramiddara”

Leggi tutto: CIARAMIDDARI E ZAMPOGNARI, L'ARMONIA DEL NATALE

"C'ERA 'NA VOTA 'U NATALI" AL CENTRO CULTURALE "CONCORDIA"

Share

           

C’era ‘na vota ‘u Natali, questo il titolo dello spettacolo organizzato dal Centro culturale V.Paternò-Tedeschi, andato in scena alla Biblioteca Centro culturale Concordia per la regia di Gianni Sineri. Protagonista il gruppo musico-teatrale catanese de I Colapisci che anche quest’anno, sebbene con qualche ritocco al testo rispetto agli anni precedenti, ha riproposto la Novena di Natale come si svolgeva una volta nei cortili del centro storico catanese e nelle sue estreme periferie. Altri tempi, altri costumi, altri modi di vivere la festa cattolica celebrata in tutto il mondo, dove le luce fioca dei lampioni alimentati a gas non era minimamente paragonabile alle pompose luminarie né allo sfrenato consumismo che invece oggi tende ad imporsi come valore assoluto. Il Natale dei poveri, quello vissuto dal popolo, era molto più semplice e più vicino ai valori fondanti del cristianesimo. E’ questo il messaggio che sembra veicolare il gruppo di artisti che su iniziativa della dirigente Silvana Cosentino si è esibito nell’ex cinema di V. Plaia. Meglio se questo tipo di rappresentazione avviene in un quartiere popoloso come gli Angeli Custodi dove alcune importanti tradizioni siciliane ancora resistono al tempo. Come in una antica fiaba che si racconta ai più piccoli, si apre il libro magico dei sogni. Così appare un mondo del tutto scomparso. Attorno all’antica Cona (altarino con l’effige della Sacra famiglia) riccamente imbandito di ogni ben di Dio, si materializza la devozione di tutto un quartiere.  Per Nove giorni consecutivi, dal 16 al 24 dicembre  i Nonareddi cantavano, recitavano e suonavano con i loro strumenti a corda antiche litanìe della tradizione orale siciliana. La fase successiva era tutto un trionfo di danze popolari e poesie estemporanee; una vera e propria festa celebrata all’insegna della fratellanza, dell’amicizia e della carità. il libro si richiuderà lasciando dentro per sempre il rimpianto del tempo che fu. Del cast  che per tutto il mese ha in programma un lungo giro tra teatri, chiese, sale private e scuole, vi fanno parte: Carmelo Filogamo, Santo Privitera, Silvio Carmeci nelle vesti dei Nonareddi-musicisti e con la partecipazione straordinaria del Maestro mandolinista Pippo Grillo; Agata D’Amico Castorina, Cettina Di Stefano, Salvina Tomarchio, Luisa Spampinato, Linda Guarnaccia e Mariella Facciolà, le popolane. Il poeta, Ciccio D’Arrigo; Nino Sorgi, il ragazzino scanzonato. La manifestazione è stata presentata da Nunzio Spitalieri.  

Nella foto di Nunzio Spitalieri, il gruppo de "I Colapisci" durante l'esibizione.

Articolo pubblicato su "La Sicilia" del 21.12.'17

PROVERBI PER 7 GIORNI(27)

Share

-'A NATURA SI RIPIGGHIA CHIDDU CA CI LEVI(La natura si riprende ciò che l'uomo gli toglie);

-'U BONGIORNU SI VIRI DI MATINA(Sin dal mattino si comincia a intravedere l'andamento della giornata); 

-OGNI 'MPIDIMENTU E' GIUVAMENTU (A volte un improvviso ostacolo ci preserva da qualche brutto guaio);

-NON C'E' DUI SENZA TRI(Quando si verificano due coincidenze, la terza è conseguenziale);

-CHIACCHIRI E TABBACCHERI 'I LIGNU 'O MUNTI NON SI 'MPIGNUNU(Le chiacchiere e le tabacchiere  di legno, nessuno li vuole; perciò è inutile proporli anche al monte dei pegni);

-CU NON FA NENTI NON SBAGGHIA MAI(Chi non fa niente non commette mai errori);

-NUDDU TI PIGGHIA SI NON T'ASSUMIGGHIA(Le persone si scelgonose hanno lo stesso carattere o..gli stessi interessi).

 

 

Informazioni aggiuntive