Storia e tradizioni popolari

PROVERBI PER SETTE GIORNI(28)

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-CU AVI TERRI AVI GUERRI(Chi possiede terre ha sempre grattacapi);

-QUANNU NON S'ARRISPUNNI A PRIMA VUCI, E' SIGNU CA 'U RISCUSSU NON PIACI(Quando non si risponde subito vuol dire che non gradisci l'argomento);

-CU ARRIVA PRIMA MACINA A LU MULINU(Chi arriva per primo, ha il diritto di essere servito prima degli altri);

-L'OCCHIU 'DU PATRUNI 'NGRASSA 'U CAVADDU(Il proprietario che segue direttamente i lavori nella propria ditta, vede crescere meglio i suoi profitti);

-A LUPU VECCHIU NON SI 'NZIGNA 'A TANA(Alla persona esperiente non puoi consigliare la strada da seguire);

-U TEMPU ASPETTA, TEMPU PERDI( Chi prende tempo, perde tempo);

-CU S'AMMUCCIA ZOCCU FA, E' SIGNU CA MALI FA(Nascondere le proprie azioni genera negli altri brutti sospetti ).

"VINCENZO TEDESCHI E IL SUO TEMPO"

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Al Centro culturale “V.Paterno’-Tedeschi” è stato di scena il dott. Orazio Costorella. Il tema dell’Incontro è stato Interessantissimo: “Vincenzo Tedeschi e il suo tempo”. Lettore ma, soprattutto cultore e raffinato studioso di Letteratura e Tradizioni popolari, Oratore coinvolgente, Costorella ha dunque parlato di Vincenzo Tedeschi nella sede del Sodalizio che porta il suo nome. A tal proposito, nell’intervento introduttivo, è stato il presidente dott. Santo Privitera a spiegare i motivi che convinsero il compianto co-fondatore Antonello Germana’Distefano ad intitolare il Centro al filosofo catanese nato nel 1786 e morto nel 1859. Motivi connessi alla riscoperta di personaggi caduti ingiustamente nell’ oblio. Vincenzo Tedeschi fu un filosofo illuminista. Al proprio cognome aggiunse anche quello della madre, Felicia Paternò. La sua vita fu condizionata dalla cecità che lo colse in età adolescenziale. “Un uomo”-afferma tra l’altro l’oratore-“ che la sventura non riuscì a piegare”.Consegui’ la cattedra di metafisica all’università della sua città. Autore di tre importanti libri, si distinse per le sue doti di intellettuale eclettico, liberale e progressista. Nel 1849, durante i moti anti-borbonici, fu al Centro di un grave fatto di sangue: i soldati borbonici del generale Filangieri chiamati a stroncare l’insurrezione, assaltò la sua casa uccidendo il cognato, la moglie e due dei suoi quattro figli. Egli riuscì a salvarsi miracolosamente. Morirà dieci anni dopo in preda al rimorso per non aver potuto impedire l’eccidio. Cambiando argomento, al termine dell’incontro, Costorella ha recitato brani tratti dalla tenzone letteraria tra I poeti Pietro Fullone e il Cieco di Spaccaforno, narrati dal demopsicologo ibleo Serafino Amabile Guastella.

Nella Foto di Salvina Tomarchio, da Sin. Il presidente del Centro culturale "V.Paternò-Tedeschi" dott.Santo Privitera e l'oratore dott. Orazio Costorella. Al Centro, il dipinto che raffigura il filosofo catanese Vincenzo Tedeschi sotto lo stemma del Sodalizio che porta il suo nome.

ITINERARI CATANESI (II PARTE)

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Organizzata dal Centro culturale "V.Paternò-Tedeschi", nell'ambito degli incontri domenicali si è svolta la seconda parte della conferenza de "Gli itinerari catanesi", relatore il dott. Santo Privitera, scrittore e storico delle tradizioni popolari. Dopo l'incontro del dicembre dello scorso anno, nel corso del quale si era parlato della Catania Greca e Romana fino ad arrivare alle poderose mura cinquecentesche di Carlo V, in questa seconda parte si è discusso invece di altri aspetti storici che hanno interessato la storia cittadina. Partendo dalle devastazioni  per cause naturali fino ad arrivare a quelle procurate dalla mano dell'uomo, la ricostruzione di Catania è stata lenta ma puntuale. Santo Privitera che del sodalizio oganizzatore è anche presidente, ha fatto ricorso alla proiezione di foto e illustrazioni d'epoca per mostrare  meglio come è cambiato l'assetto urbanistico e socio- economico della città lungo l'arco di oltre tre secoli e mezzo. Il terremoto del 1693 ha segnato una svolta in quanto la città è ripartita totalmente da zero. "Riedificare la nuova Catania nello stesso luogo oppure decentrare?" fu il primo questito che si posero i catanesi superstiti prima di mettere in moto la macchina organizzativa. Prevalsero gli interessi del ceto nobiliare, ma non fu estranea l'opera del Canonico Cilestri il quale, avuto sentore che il popolo avrebbe voluto riedificare altrove, pose innanzi a loro una Reliquia agatina per convincerli a desistere dall'insano  proposito. Dal Duca Di Camastra che redasse sulle macerie il primo Piano Regolatore e fino ai secoli successivi è stato tutto un espandersi della città lungo i suoi quattro punti Cardinali. L'oratore ha quindi elencato una corposa serie di "misfatti" causati dall'uomo. Dal tremendo bombardamento alleato nel corso della Seconda Guerra mondiale , fino ad arrivare alla speculazione edilizia del secolo scorso, con lo sventramento del quartiere San Berillo e l'abbattimento delle stupende Ville Liberty esistenti tra le cinta urbane e le estreme periferie. E' stato ricordato inoltre come l'incendio del Municipio avvenuto nel 1943 per mano di sbandati, rivoltosi e separatisti abbia causato la distruzione non soltanto dell'antico edificio ma soprattutto dei preziosi archivi e del museo ricco di rare collezioni. Una gravissima perdita che pesa ancora sulle memorie antiche perse e mai più recuperate. Altri capitoli presi in esame hanno riguardato le leggende metropolitane catanesi e la "Complicata" storia di alcuni monumenti cittadini. Aneddoti e curiosità anche inedite che hanno interessato la Statua di Garibaldi, le teste mozzate delle statue borboniche e la Fontana di Proserpina, alla Stazione Centrale, tanto per citarne alcuni. Aneddoti che non hanno risparmiato neanche l'elefante di Piazza Duomo simbolo stesso della città. Una breve carrellata fotografica corredata da notizie didascaliche ha concluso la mattinata.   

   

Verso Sant’Agata: Intervista al giornalista e scrittore. Santo Privitera

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PROVERBI PER SETTE GIORNI(22)

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-CU PO' FARI E NON FA, CAMPA SCUNTENTU(Chi può disporre ma si priva, camperà infelice);

-MEGGHIU MMIRIA E MAI PIETA' (Meglio essere invidiato che invidiare);

-'U SUPECCHIU E' COMU 'O MANCANTI(L'abbondanza è tale e quale l'insufficienza. Nelle cose occorre il giusto equilibrio);

-PANI SCHITTU CALA RITTU ( Il pane privo di companatico si gusta meglio e non danneggia lo stomaco);

-DI L'AMICI MI VADDU JU, 'DE NNIMICI MI VADDA DDIU (Dei nemici mi guardo io, dei nemici mi guardi Dio);

-'U BONU FA BONU(Il bene predispone gli altri a ricambiare);

-AMARI CU NON T'AMA E' TEMPU PERSU (Amare chi non ti ama è tempo sprecato).

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