Storia e tradizioni popolari

ANGILINA, LA RAGAZZA IMBALSAMATA AL CIMITERO DI CATANIA.

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QUESTO E' UN VIDEO DI DENUNCIA. LO STATO IN CUI VERSA LA RAGAZZA IMBALSAMATA AL CIMITERO DI CATANIA. IL RISCHIO E' CHE SE NON SI PROCEDERA' PRESTO A UNA RICOGNIZIONE ANATOMICA CON CONSEGUENTE RIPRISTINO DELL'URNA, IL CORPO POTREBBE IN BREVE TEMPO POLVERIZZARSI. ANGELINA FU LA SFORTUNATA RAGAZZA PER LA QUALE SAREBBE STATO EDIFICATO IL CASTELLO DI LEUCATIA. A CAUSA DELLA SUA PREMATURA MORTE, IL MANIERO RIMASE INCOMPLETO. LA FAMIGLIA DECISE DI VENDERE TUTTO PER COSTRUIRE AL CIMITERO DI CATANIA UNA SONTUOSA CAPPELLA ALL'INTERNO DELLA QUALE RIPORRE LA FANCIULLA DOPO AVERLA FATTA IMBALSAMARE. UNA STORIA D'ALTRI TEMPI CHE PERO' RITORNA DI ATTUALITA' ANCHE ALLA LUCE DEL RESTAURATO CASTELLO LEUCATIA DA ANNI ORMAI AL CENTRO DI UNA FERVIDA E VITALE ATTIVITA' CULTURALE. PERCHE' NON RIPORTARE IL CORPO DI ANGELINA  LI', IN QUELLA CHE DOVEVA ESSERE LA SUA CASA, E FARLO RIPOSARE PER SEMPRE COME FORSE  ELLA  AVREBBE VOLUTO? 

 

TUTTI I SANTI NEI PROVERBI SICILIANI

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Scherza coi fanti e lascia stare i Santi, questo e’ un proverbio in lingua italiana rivolto a chi nomina i “Santi” invano. Non e’ mai stato tradotto in dialetto Siciliano, forse perché dalle nostre parti l’usanza di nominare i Santi nei proverbi è ricorrente. Con l’avvento della contestatissima Festa di Halloween di derivazione celtica che secondo la chiesa cattolica inneggerebbe alle forze del male, l’usanza di festeggiare con maggiore solennità tutti i Santi ha assunto significato simbolico quasi espiatorio per i cristiani. E’ come passare dal tunnel alla luce. Per quanto si tenti di imporre il nuovo termine di Festa di Ognissanti, per i catanesi la festa rimane sempre Di tutti i Santi. Agli anziani che popolano i giardini storici della nostra città, non va giù questo nuovo termine: Mmai Maria…non mi cunvinci!” -afferma dubbioso uno di loro-‘A festa comu mi ‘nzignau me patri s’ha chiamari!.  Ai Santi ci si affida con voce sommessa per ricevere una grazia o per esaudire un desiderio. Senza Santi non si va ‘mpararisu, è sempre stato così. Quando ‘U Santu è di mmammuru e non sura però c’è poco da fare. Ci si rassegna solo davanti al Santo ca appi fari miraculi è tintu!. Non c’è un solo mese

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PROVERBI PER 7 GIORNI(22)

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-I SODDI DO PIZZINTUNI, SI LI MANCIA 'U MACCAGNUNI(I soldi del tirchio, li divora il nullafacente);

-CU AVI SODDI JAVI L'AMICI, CU NON NI AVI SI GRATTA I CABBASISI (Chi ha soldi ha gli amici, chi e' nullatenente si gratta i testicoli);

-CANI C'ABBAIA NON MUZZICA(Cane ache abbaia non morde);

-CASA SENZA SULI CI TROVI LU DUTTURI(Casa priva di esposizione solare e' nociva per la salute di chi vi abita);

-CCU JADDU O SENZA JADDU AGGHIONNA 'U STISSU( Col canto del gallo o senza, fa giorno lo stesso);

-TESTA CA NON PARA SI CHIAMA CUCUZZA(Testa che non parla e' solo il cocomero);

-CU RITTU NON FARI PATTU, CO STOTTU NON FARI CUNTRATTU(Con la persona onesta non fare nessun patto, con la persona poco raccomandabile non fare alcun contratto).

SANT'AGATA DI MEZZ'AGOSTO: LA MERAVIGLIOSA LEGGENDA DEL GELSOMINO D'ARABIA

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La vendita dei gelsomini d’arabia durante i festeggiamenti agatini di mezz’agosto? Una tradizione ormai scomparsa. Una delle tante che la festa di Sant’Agata, pur rimanendo sempre la terza festa più suggestiva e partecipata al mondo, ha dovuto subire nel tempo. Fino agli anni sessanta dello scorso secolo, si vedeva ancora qualche venditore ambulante circolare a piedi o a bordo di motoape, offrire in città gelsomini d’arabia ai fedeli. Molto gradite dalle signore, erano raccolti in semplici mazzetti legati da un elastico o in piccole “sponse” umide per ritardarne l’appassimento. Costavano 10 lire al massimo, ma il prezzo variava a seconda delle dimensioni. Nelle abitazioni delle famiglie più tradizionaliste, i gelsomini d’arabia si coltivavano nelle “graste”(vasi) o nei mignani per regalarli agli amici o ai vicini. Ben più costosi erano i monili raffiguranti il fiore del gelsomino sbocciato, coniati su commissione dagli orafi. Nobili e possidenti li avrebbero indossati durante le celebrazioni. Ma cos’hanno a che vedere i gelsomini d’arabia con Sant’Agata? L’usanza ci viene tramandata dal popolo e trae origine da una suggestiva leggenda legata al ritorno delle Sacre reliquie agatine da Costantinopoli a Catania ottantasei anni dopo il loro trafugamento. Goselmo e Gisliberto, i due soldati protagonisti dell’avventura,

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PROVERBI PER 7 GIORNI(21)

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-SU E' JADDU, CANTA ALL'URA ( Il vero uomo lo si riscontra dalle azioni che compie);

-SU NON SI RE NON FARI LIGGI NOVA, LASSA LU MUNNU COMU S'ATTROVA (Se non possiedi un ruolo di responsabilità, non cercare di dettare le regole; lascia le cose come stanno perche'non è tua la competenza. Se vuole, ci penserà il capo a farlo);

-L'OMU PPA PAROLA, 'U VOI PPE CONNA ( Ciascuno possiede una propria caratteristica. Com'è vero che il bue ha le corna in testa, così  l'uomo deve mantenere sempre la parola data);

-I COSI FATTI SI MANCIUNU E NON SI LASSA MAI L'UTTIMU MUZZUCUNI( Le cose già fatte, si accettano così come sono. E l'ultimo boccone di un pasto, per scaramanzia, si deve sempre consumare);

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