Storia e tradizioni popolari

MODI DI DIRE E PROVERBI SICILIANI (1)

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'A TELEVISIONI STA PARRANNU SULA (Quando nessuno segue mentre l'apparecchio e' acceso);

VòTILA CA S'ABBRUCIA(Quando qualcuno cerca una giustificazione che non sta nè in cielo nè in terra);

SPOGGHIA A CRISTU E VESTI A MARIA(Togliere a qualcuno per dare ad altri);

FARI SCUMAZZA 'A UCCA (Parlare esageratamente bene di un soggetto, rasentando l'adulazione per esso);

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PROVERBI PER SETTE GIORNI(17)

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-SI VO’ CAMPARI L’ANNI DI LA CUCCA,SPADDA LINZOLA PICCA E STIVALI ASSAI(Se vuoi campare quanto la civetta,consuma molti stivali e poche Lenzuola);

-‘U DDICCARI E DISDICCARI E’ CAPU ‘I CUSTIONI (Abituare e  disabituare crea dissapori e  litigi);

-‘A SPUSA MAIULINA NON SI GODI LA CURTINA ( Chi si sposa a maggio non si gode nel tempo il matrimonio);

-OGNI FICHITEDDU ‘I MUSCA ‘E’ SUSTANZA (Ogni piccola cosa fatta col cuore e’ sempre consistente);

-OCCHIU CA NON VIRI, CORI CA NON DOLI (Occhio che non vede cuore che non duole);

-QUANNU NON SI SENTI A PRIMA VUCI, E’ SIGNU CA NON SI VOLI SENTIRI (Quando non ascolti al primo richiamo,  significa che non vuoi ascoltare);

-CU PUTA DI MAGGIU E ZZAPPA D’AUSTU NON COGGHI NE’ PANI NE’ MUSTU (Chi pota di maggio e zappa ad agosto, non raccoglie nulla)

LA FESTA DI SANT'ALFIO E LE TRADIZIONI PERDUTE

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La festa in onore di S.Alfio, Cirino e Filadelfo Patroni di Trecastagni è un evento religioso ormai di vaste proporzioni. Sull’onda della fede, della tradizione e della spettacolarità, questa festa è conosciuta anche oltre oceano. Complice soprattutto il massiccio esodo migratorio verificatosi nella prima metà dello scorso secolo. In tempi recenti, anche i mezzi di comunicazione vi hanno massicciamente contribuito. Usi,costumi, colore l’hanno da sempre caratterizzata, assimilandola ai più autentici modelli di sicilianità. Sentire un turista chiedere “Quando essere ‘a Calata ‘de ‘mbriachi” è davvero il massimo. E’ successo l’anno scorso. Peccato per lui, perché questo “rito” assieme a tante altre tradizioni che vanno perdendosi, non esiste più da un pezzo. In questa festa, il filo che separa il Sacro dal Profano è sempre stato sottilissimo. Gli anziani spesso ripetevano: “Ppi Sant’Affiu, n’Avi Maria e ‘nsantiuni”. Purtroppo di ubriachi al volante per strada ve ne sono fin troppi e in tutti i giorni dell’anno, ma “’A calata di ‘mbriachi”, quella di cui parliamo, era tutt’altra cosa. Nel pomeriggio del 10 maggio, al ritorno da Trecastagni, dopo due giorni di intensa devozione popolare vissuta tra la strada e l’Altare, la fatica si faceva sentire. Ecco allora una moltitudine di pellegrini scendere un po’ alticci tutti insieme a bordo di carretti, carrozze e carrozzelle. Molti anche a piedi. L’andamento stanco e sonnecchiante non lasciava dubbi sulle loro condizioni. Uomini e donne di età adulta,con volti avvampati e paonazzi, a stento si

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PROVERBI PER 7 GIORNI(16)

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-OGNI PENA E OGNI DOGGHIA, PANI E VINU LI CUMMOGGHIA(Ogni pena e ogni dolore, pane e vino le nasconde);

-L'ACQUA VIVUTA DI MATINA E' SICURA MIRICINA(L'acqua bevuta la mattina è sicura medicina);

-CU S'ARRUFFIANA DAVANTI, TI SPARRA D'ARRERI(Chi davanti ti fa le moìne, di dietro ti sparla);

-A LU CAVADDU SICCU S'APPOGGIUNU TUTTI I MUSCHI(Sopra il cavallo debole e macilento, si appoggiano tutte le mosche);

-U SUPECCHIU E' COMU 'U MANCANTI(Troppa roba è lo stesso che niente);

-UNNI CANTUNU TANTI IADDI N'AGGHIONNA MAI(Dove cantano tanti galli regna la confusione);

-CU CANGIA 'A VECCHIA VIA PPI LA NOVA,PEGGIU S'ATTROVA(Chi cambia la vecchia via per quella nuova, peggiora le cose)

I DOLI 'DO SIGNURUZZU 2015

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Con la rappresentazione del dramma Sacro “I Doli ‘do Signuruzzu”, il Centro culturale “V.Paternò-Tedeschi” ha concluso al Castello Leucatia le manifestazioni dedicate alla S.Pasqua. E’ stata la Biblioteca “R.Livatino” a fare come sempre gli onori di casa. Nei giorni precedenti, la drammatizzazione della Morte e Passione di Gesù Cristo era stata messa in scena,per la regia di Gianni Sineri, nelle parrocchie S.M.Del Carmelo,(Canalicchio); S.M.Dell’Aiuto; S.Stefano(S.Giovanni Galermo) e al centro anziani di Lineri, a Misterbianco. Nel corso dei vari spettacoli, la presenza del pubblico è stata molto vasta ed emotivamente partecipata. Canti, nenie, lamenti, scene teatrali e commenti in dialetto siciliano, hanno scandito il cammino doloroso del Figlio di Dio sulla strada del  Golgota. Solo la lettura dei testi del Vangelo, affidata quest’anno alla giovane universitaria Veronica Distefano, è stata eseguita in Lingua italiana. La voce dolente dei cantanti Carmelo Filogamo e Gianni Sineri,

 

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