Storia e tradizioni popolari

TUTTI I SANTI NEI PROVERBI SICILIANI

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Scherza coi fanti e lascia stare i Santi, questo e’ un proverbio in lingua italiana rivolto a chi nomina i “Santi” invano. Non e’ mai stato tradotto in dialetto Siciliano, forse perché dalle nostre parti l’usanza di nominare i Santi nei proverbi è ricorrente. Con l’avvento della contestatissima Festa di Halloween di derivazione celtica che secondo la chiesa cattolica inneggerebbe alle forze del male, l’usanza di festeggiare con maggiore solennità tutti i Santi ha assunto significato simbolico quasi espiatorio per i cristiani. E’ come passare dal tunnel alla luce. Per quanto si tenti di imporre il nuovo termine di Festa di Ognissanti, per i catanesi la festa rimane sempre Di tutti i Santi. Agli anziani che popolano i giardini storici della nostra città, non va giù questo nuovo termine: Mmai Maria…non mi cunvinci!” -afferma dubbioso uno di loro-‘A festa comu mi ‘nzignau me patri s’ha chiamari!.  Ai Santi ci si affida con voce sommessa per ricevere una grazia o per esaudire un desiderio. Senza Santi non si va ‘mpararisu, è sempre stato così. Quando ‘U Santu è di mmammuru e non sura però c’è poco da fare. Ci si rassegna solo davanti al Santo ca appi fari miraculi è tintu!. Non c’è un solo mese

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PROVERBI PER 7 GIORNI(22)

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-I SODDI DO PIZZINTUNI, SI LI MANCIA 'U MACCAGNUNI(I soldi del tirchio, li divora il nullafacente);

-CU AVI SODDI JAVI L'AMICI, CU NON NI AVI SI GRATTA I CABBASISI (Chi ha soldi ha gli amici, chi e' nullatenente si gratta i testicoli);

-CANI C'ABBAIA NON MUZZICA(Cane ache abbaia non morde);

-CASA SENZA SULI CI TROVI LU DUTTURI(Casa priva di esposizione solare e' nociva per la salute di chi vi abita);

-CCU JADDU O SENZA JADDU AGGHIONNA 'U STISSU( Col canto del gallo o senza, fa giorno lo stesso);

-TESTA CA NON PARA SI CHIAMA CUCUZZA(Testa che non parla e' solo il cocomero);

-CU RITTU NON FARI PATTU, CO STOTTU NON FARI CUNTRATTU(Con la persona onesta non fare nessun patto, con la persona poco raccomandabile non fare alcun contratto).

SANT'AGATA DI MEZZ'AGOSTO: LA MERAVIGLIOSA LEGGENDA DEL GELSOMINO D'ARABIA

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La vendita dei gelsomini d’arabia durante i festeggiamenti agatini di mezz’agosto? Una tradizione ormai scomparsa. Una delle tante che la festa di Sant’Agata, pur rimanendo sempre la terza festa più suggestiva e partecipata al mondo, ha dovuto subire nel tempo. Fino agli anni sessanta dello scorso secolo, si vedeva ancora qualche venditore ambulante circolare a piedi o a bordo di motoape, offrire in città gelsomini d’arabia ai fedeli. Molto gradite dalle signore, erano raccolti in semplici mazzetti legati da un elastico o in piccole “sponse” umide per ritardarne l’appassimento. Costavano 10 lire al massimo, ma il prezzo variava a seconda delle dimensioni. Nelle abitazioni delle famiglie più tradizionaliste, i gelsomini d’arabia si coltivavano nelle “graste”(vasi) o nei mignani per regalarli agli amici o ai vicini. Ben più costosi erano i monili raffiguranti il fiore del gelsomino sbocciato, coniati su commissione dagli orafi. Nobili e possidenti li avrebbero indossati durante le celebrazioni. Ma cos’hanno a che vedere i gelsomini d’arabia con Sant’Agata? L’usanza ci viene tramandata dal popolo e trae origine da una suggestiva leggenda legata al ritorno delle Sacre reliquie agatine da Costantinopoli a Catania ottantasei anni dopo il loro trafugamento. Goselmo e Gisliberto, i due soldati protagonisti dell’avventura,

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PROVERBI PER 7 GIORNI(21)

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-SU E' JADDU, CANTA ALL'URA ( Il vero uomo lo si riscontra dalle azioni che compie);

-SU NON SI RE NON FARI LIGGI NOVA, LASSA LU MUNNU COMU S'ATTROVA (Se non possiedi un ruolo di responsabilità, non cercare di dettare le regole; lascia le cose come stanno perche'non è tua la competenza. Se vuole, ci penserà il capo a farlo);

-L'OMU PPA PAROLA, 'U VOI PPE CONNA ( Ciascuno possiede una propria caratteristica. Com'è vero che il bue ha le corna in testa, così  l'uomo deve mantenere sempre la parola data);

-I COSI FATTI SI MANCIUNU E NON SI LASSA MAI L'UTTIMU MUZZUCUNI( Le cose già fatte, si accettano così come sono. E l'ultimo boccone di un pasto, per scaramanzia, si deve sempre consumare);

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PROVERBIARIO(7)

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-CU SI VADDAU SI SAVVAU(Prendere sempre le giuste contromisure per prevenire possibili problemi futuri);

-I PARENTI SU COMU 'I SCAPPI: CHIU' STRITTU SU E CCHIU' ASTRUPPIANU(I parenti sono come le scarpe, piu' sono stretti e piu' ti creano probemi);

-OGNI FICHITEDDU DI MUSCA, E' SUSTANZA(A volte basta il pensiero. Non e' la pomposità a determinare il valore di un qualcosa);

-CALATI JUNCU CA PASSA LA CHINA(Quando intravedi un pericolo, mantieni basso il profilo; sii flessibile, piegati come fa il junco durante la piena dei fiumi e non affrontarlo "di petto". Rialza la testa solo quando tutto e' passato);

-A MATINATA FA A JURNATA(Chi si alza alla buon'ora produce sempre di più);

-A POTTA SI CHIURI DI INTRA(Dipende tutto dalla propria volonta');

-CI RISSI U SCECCU O MULU: SEMU NATI PI DARI LU CULU(Ha detto l'asino al mulo: siamo nati per sgobbare);

-CU JAVI, E' (Chi possiede denari è tenuto sempre nella massima considerazione);

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