TUTTI I SANTI NEI PROVERBI SICILIANI

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Scherza coi fanti e lascia stare i Santi, questo e’ un proverbio in lingua italiana rivolto a chi nomina i “Santi” invano. Non e’ mai stato tradotto in dialetto Siciliano, forse perché dalle nostre parti l’usanza di nominare i Santi nei proverbi è ricorrente. Con l’avvento della contestatissima Festa di Halloween di derivazione celtica che secondo la chiesa cattolica inneggerebbe alle forze del male, l’usanza di festeggiare con maggiore solennità tutti i Santi ha assunto significato simbolico quasi espiatorio per i cristiani. E’ come passare dal tunnel alla luce. Per quanto si tenti di imporre il nuovo termine di Festa di Ognissanti, per i catanesi la festa rimane sempre Di tutti i Santi. Agli anziani che popolano i giardini storici della nostra città, non va giù questo nuovo termine: Mmai Maria…non mi cunvinci!” -afferma dubbioso uno di loro-‘A festa comu mi ‘nzignau me patri s’ha chiamari!.  Ai Santi ci si affida con voce sommessa per ricevere una grazia o per esaudire un desiderio. Senza Santi non si va ‘mpararisu, è sempre stato così. Quando ‘U Santu è di mmammuru e non sura però c’è poco da fare. Ci si rassegna solo davanti al Santo ca appi fari miraculi è tintu!. Non c’è un solo mese

in cui un “Santo” non faccia la sua brava comparsa. Guardando il calendario notiamo infatti che Ppi ogni Santu veni la so’ festa. Quando entrava il mese di dicembre, “ ‘U misi ‘i Natali”, le nostre nonne davanti alla conca o al caminetto, alludendo alle ricorrenze dei Santi, recitavano ai nipotini questa filastrocca: E quattru Barbara/ e sei Nicola/ e ottu Maria/ e tridici Lucia/ e vinticincu lu veru Misia. Come sarebbe stato il tempo atmosferico dell’anno successivo, gli antichi contadini lo avrebbero desunto dal Meteo dei giorni che separano la Festa di Santa Lucia(13 dicembre) al Natale. Questa pratica empirica nota come I Carannuli di Santa Lucia era ritenuta infallibile dai contadini dell’epoca. C’era di mezzo il buon andamento del raccolto. Il tempo “ballerino” di oggi non indulge certo a facili previsioni. Affidiamoci allora al Patri nostru i Sangiulianu”, sempre che ci sia qualcuno che lo sappia ancora recitare. Ogni Santu havi i so’ divoti. In tutte le città, nei paesi, nei quartieri e nelle contrade c’è sempre un Santo Patrono protettore da festeggiare. Anche l’Europa ha il suo: San Benedetto. Avrà molto da faticare il Santo da Norcia per tenerla ancora unita. Nella nostra città c’è Sant’Aituzza bedda e miraculusa ambasciatrice catanese nel mondo; serve a veicolare una immagine verace di pura devozione. Poi però Passata la festa gabbatu lu Santu, si ritorna alla quotidianità fatta di ipocrisie e furbizie. 

Pubblicato su "La Sicilia del 2.11.'16

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